Parlamento 15 luglio 2026 La Camera ha bocciato l’emendamento che le avrebbe introdotte anche in Italia. Nell’Ue 20 Paesi su 27 consentono ai cittadini di scegliere i candidati al Parlamento Il risultato del voto segreto sull’emendamento della maggioranza durante l’esame alla Camera della riforma della legge elettorale – Fonte: ANSA Nella serata di martedì 14 luglio l’aula della Camera ha bocciato l’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e dell’Unione di Centro (UDC) che chiedeva di introdurre il voto di preferenza nella nuova legge elettorale. L’emendamento, che aveva ricevuto sulla carta pure il sostegno della Lega e di Forza Italia nonostante i malumori interni, è stato bocciato per un solo voto: i deputati contrari all’emendamento sono stati 188, mentre i favorevoli sono stati 187. Il risultato del voto, che era segreto, è stato condizionato da diversi “franchi tiratori” nel centrodestra, cioè deputati che hanno votato contro le indicazioni del proprio gruppo e dunque contro l’emendamento sulle preferenze.
Al netto di quello che sarà ora il futuro della riforma della legge elettorale, a livello europeo le preferenze sono praticamente la regola. Secondo le verifiche di Pagella Politica, tra i 27 Paesi dell’Unione europea quelli che prevedono le preferenze nella legge elettorale sono 20, mentre solo sette Stati non le prevedono, tra cui l’Italia.Chi ha le preferenze Nell’Unione europea i Paesi che nella loro legge elettorale danno la possibilità agli elettori di esprimere le preferenze sono Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia. «In tutti questi Stati la legge elettorale è di tipo proporzionale, ossia ogni partito elegge parlamentari in proporzione ai voti presi. Ognuno di questi Stati presenta poi dei correttivi, per esempio soglie di sbarramento diverse, ma il principio rimane lo stesso e la tendenza generale è sempre quella di dare agli elettori la possibilità di esprimere le preferenze per uno o più candidati», ha spiegato a Pagella Politica il politologo Marco Valbruzzi, professore di Scienza Politica all’Università Federico II di Napoli.











