Il report di Confcommercio riaccende lo scontro politico sulle risorse del territorio con la Basilicata che si attesta ultima sia per Pil che per consumi
«Il rapporto Confcommercio certifica la crescita più debole del Paese e i consumi fermi. Dopo sette anni di governo Bardi, tra royalties, fondi di coesione e Pnrr, il risultato è una regione che si spopola e una filiera industriale in cassa integrazione». A sferrare l’attacco contro il governo lucano, è il parlamentare pentastellato Arnaldo Lomuti.
La Basilicata si attesta all’ultimo posto in Italia per crescita economica e consumi delle famiglie, registrando un drammatico stop che riapre con forza il dibattito sul futuro industriale e sociale del territorio lucano. I numeri diffusi dall’Ufficio Studi di Confcommercio non lasciano spazio a interpretazioni di comodo: mentre l’Italia accelera a +0,9% e la Lombardia traina il Paese superando il punto percentuale, la terra lucana chiude la classifica nazionale con un esiguo +0,6% di Pil. Ancora più allarmante risulta il dato sulla spesa delle famiglie, ferma a un misero +0,4%, il risultato peggiore della penisola.
Una fotografia impietosa che non arriva dai banchi delle opposizioni, bensì dalla principale organizzazione del commercio italiano, fonte tecnica di assoluta autorevolezza.










