Il sistema di consegna dei referti diagnostici e di laboratorio nelle strutture pubbliche calabresi finisce al centro di una dura battaglia istituzionale. Il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, ha depositato una formale interrogazione rivolta al presidente della Giunta regionale per denunciare il mancato utilizzo degli strumenti telematici, una carenza che costringe migliaia di cittadini, spesso anziani o residenti in aree interne, a faticosi e costosi spostamenti fisici verso gli sportelli ospedalieri.

“Al momento del congedo, ogni utente/paziente delle strutture pubbliche calabresi dovrebbe sentirsi rivolgere una domanda semplice: il referto vuole riceverlo via posta elettronica o preferisce ritirarlo di persona allo sportello? Domanda che oggi, nelle nostre Aziende sanitarie, non viene quasi mai posta. E non certo perché sia vietata. Tutt’altro, la normativa la prevede e raccomanda esplicitamente. È questa la ragione dell’interrogazione che ho rivolto al presidente della Giunta regionale”.

Il flop del Fascicolo Sanitario Elettronico in Calabria

A pesare sul quadro complessivo è il ritardo strutturale nell’implementazione delle piattaforme digitali nazionali. Sebbene la legge imponga la digitalizzazione dei documenti clinici, la Calabria sconta percentuali di adozione tra le più basse d’Italia, rendendo di fatto inaccessibili i canali ordinari di consultazione online e imponendo una soluzione ponte immediata ed efficace come l’utilizzo della posta elettronica.