Un duro atto d’accusa contro il sistema sanitario calabrese arriva da Francesco Di Lieto del Codacons, che parla apertamente di “colonialismo sanitario” denunciando quello che definisce un trasferimento continuo di risorse pubbliche verso aziende private del Nord Italia, mentre i cittadini calabresi continuano a fare i conti con liste d’attesa infinite e servizi territoriali carenti. Al centro della denuncia c’è la delibera n. 849 del 17 giugno 2026 dell’Asp di Cosenza, relativa al servizio di elisoccorso.
“Cinque milioni in tre mesi ai privati del Nord”
Secondo quanto riportato da Di Lieto, per appena tre mesi di servizio – marzo, aprile e maggio 2026 – sarebbero stati liquidati oltre 5 milioni di euro a un raggruppamento di società private con sede in Lombardia. “Parliamo di circa 55mila euro al giorno di denaro pubblico che vola verso il Nord”, attacca il Codacons. Su base annua, sostiene Di Lieto, la spesa sfiorerebbe i 20 milioni di euro, risorse che – secondo l’associazione – potrebbero invece essere investite per assumere medici, infermieri e rafforzare il soccorso territoriale.
“Ambulanze senza medici e territorio abbandonato”
Nel mirino finisce soprattutto il sistema dell’emergenza-urgenza in Calabria. Di Lieto denuncia ambulanze spesso “demedicalizzate” e territori lasciati senza copertura sanitaria adeguata. Secondo il Codacons, il risultato sarebbe un sistema che prima taglia i servizi territoriali e poi si trova costretto a ricorrere all’elisoccorso privato per gestire emergenze che avrebbero potuto essere affrontate a terra. “Quando il territorio è deserto e la situazione precipita, non resta che chiamare l’elicottero privato pagando tariffe d’oro”, accusa Di Lieto.






