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L'età dorata (The Gilded Age) è tornata. Il periodo compreso fra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 fu caratterizzato da una significativa trasformazione dell'economia mondiale e dalla concentrazione della ricchezza globale nelle mani di poche aziende e persone (J.D. Rockefeller, Andrew Carnegie, J.P. Morgan). Per Equita l'attuale contesto somiglia a quell'epoca, con balzi tecnologici significativi (l’intelligenza artifiacile) e la concentrazione dei valori di borsa in poche realtà aziendali, rappresentate dai Fab 10 (Nvidia, Microsoft, Apple, Alphabet, Amazon, Meta, Tesla, SpaceX, OpenAI, Anthropic). La forte performance azionaria, +17% nell’ultimo anno, è stata concentrata in pochi settori: banche, energia e tecnologia ed Equita sottolinea anche il fatto che la revisione positiva degli utili negli ultimi sei mesi è stata guidata interamente dal settore energetico, mentre il resto del mercato ha registrato revisioni modeste. Il multiplo prezzo/utile dello Stoxx Europe 600, pari a 15x, è del 10% a premio rispetto alla propria media storica di 13x, con industriali, assicurazioni e tecnologia che trattano alle valutazioni più elevate rispetto alla propria media storica. Ecco allora le tre azioni top-pick di Equita per il terzo trimestre: EssilorLuxottica, Orsted e Straumann. EssilorLuxottica (target price a 280 euro) Nel 2026 il colosso italo-francese dell’occhialeria, EssilorLuxottica, sarà in grado di riportare una crescita organica a valute costanti high single digit e la sim non è preoccupata di un possibile rallentamento nel secondo semestre di quest’anno, in quanto si attende un solido D2C, il quale è un buon indicatore della sottostante domanda di wearable. Inoltre, i vantaggi competitivi di EssilorLuxottica nei dispositivi wearable sono sostenibili; e la governance di Delfin è strutturata in modo da preservare la leadership di EssilorLuxottica. Infine, la valutazione del titolo è nella parte bassa del proprio range storico: p/e rettificato 2026-2027 pari a 23-21x contro un p/e forward a un anno di 25-30x. Orsted (target price a 184 corone danesi) Nel caso del gigante danese delle energie rinnovabili, Orsted, Equita si attende un secondo trimestre senza grandi sorprese, alla luce delle condizioni di vento offshore in linea con le medie storiche, mentre il vento onshore è leggermente sotto la norma (-5%). Nella seconda parte dell’anno, però, la Sim si aspetta l'asta offshore danese da 1,8 GW, il Cod di Changhua 2b/4 e Revolution Wind (e il potenziale riconoscimento dei crediti d'imposta statunitensi). Anche questo titolo scambia a sconto rispetto al comparto di riferimento: a 17x il p/e 2027, al di sotto del multiplo delle utility europee di 21x.