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Dall’inflazione ai passaggi generazionali, dalla fiscalità alla sostenibilità: perché la consulenza patrimoniale deve diventare un ecosistema capace di ordinare scenari sempre più articolati.
Negli ultimi anni la gestione del patrimonio è diventata un esercizio molto più complesso rispetto al passato. L’inflazione ha raggiunto delle percentuali importanti e i tassi d’interesse hanno attraversato una fase di cambiamento. Anche le tensioni geopolitiche hanno generato diversi shock di mercato significativi nell’arco degli ultimi tre anni. In questo contesto, il patrimonio delle famiglie italiane, che secondo Banca d’Italia supera gli 11.000 miliardi di euro, presenta vulnerabilità strutturali che ne riducono la resilienza. Quasi un terzo di questa ricchezza rimane parcheggiata in liquidità; essa è quindi esposta all’erosione dell’inflazione. Non solo, più della metà è concentrata in immobili, spesso non diversificati, e soltanto un italiano su tre dispone di una pianificazione finanziaria o successoria formalizzata.
In un contesto simile, proteggere, trasmettere e far evolvere il patrimonio richiede competenze che vanno ben oltre la sola gestione finanziaria. Diventano centrali la dimensione fiscale, quella legale, gli strumenti assicurativi e una visione integrata di lungo periodo. In altre parole, oggi più che mai, serve una consulenza a 360°.








