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Vincendo contro la Francia nella semifinale la sera del 14 luglio la Spagna si è qualificata per la seconda finale dei Mondiali maschili di calcio della sua storia. Ci è riuscita in un modo simile a quanto fece nel 2010, quando vinse il torneo, cioè con un centrocampo fortissimo, un’ottima fase difensiva e attaccanti che fanno gol quando serve. Sono 37 partite consecutive che la nazionale spagnola non perde (ha eguagliato il record dell’Italia allenata da Roberto Mancini tra 2018 e 2021) e parte del merito è dell’allenatore, Luis de la Fuente.
In 7 partite giocate finora ai Mondiali, la Spagna ha segnato 13 gol e ne ha subìto solo uno. Dopo aver pareggiato per 0-0 all’esordio contro Capo Verde, ha sempre vinto nei 90 minuti, e non ha avuto avversarie di basso livello, anzi: Austria nei sedicesimi di finale, Portogallo negli ottavi, Belgio nei quarti e soprattutto Francia in semifinale.
Quella di ieri sera è la partita in cui la Spagna ha impressionato di più. La Francia era favorita: era riuscita a giocare benissimo, alternando in attacco alcuni dei migliori giocatori al mondo, e Kylian Mbappé aveva fatto 8 gol e 3 assist in 7 partite. La Spagna aveva sì vinto le ultime due partite contro la Francia (la semifinale degli Europei del 2024 e la semifinale di Nations League nel 2025), ma sembrava anche una squadra meno in forma e con meno talento offensivo.











