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"...l’uomo che è venuto da lontano, ha la genialità di uno Schiaffino, ma religiosamente tocca il pane, e guarda le...
"...l’uomo che è venuto da lontano, ha la genialità di uno Schiaffino, ma religiosamente tocca il pane, e guarda le sue stelle uruguaiane...". Parole tratte da ‘Sudamerica’, uno dei tanti capolavori del maestro Paolo Conte. Versi che evocano uno dei grandissimi campioni della ‘celeste’, la nazionale uruguagia, un uomo che insieme a Ghiggia, capitan ObdulioVarela e altri otto campioni fece piangere milioni di brasiliani nel celeberrimo ‘Maracanazo’: correva il 16 luglio del 1950, quando l’Uruguay vinse proprio in casa del Brasile, sconfiggendolo in rimonta, la sua seconda coppa Rimet. Da quel giorno, per dimenticare, i brasiliani eliminarono la divisa bianca usata sino ad allora per passare a quella verdeoro arrivata sino ai giorni nostri. Questo incipit per parlare di un paese, come l’Uruguay, che nonostante abbia una superficie poco più della metà dell’Italia e una popolazione complessiva di poco più di tre milioni di abitanti, ha saputo donare al calcio una quantità incredibile di grandi calciatori. E tanti di loro sono arrivati nel nostro calcio, Modena compresa, e Gaston Brugman (foto), tesserato dai canarini nei giorni scorsi, è l’ultimo dei cinque arrivati dal paese che divide l’estuario del Rio della Plata con la vicina, e calcisticamente mai amata, Argentina. Il primo uruguagio a vestire il gialloblù fu Raoul Banfi (cognome che testimonia una massiccia emigrazione italiana anche in quel paese), attaccante che giocò tra il 1939 e il 1944 segnando 49 reti in 76 partite. Nel 2012 arriva Juan Surraco, 33 presenze e due gol in una stagione e mezzo. Per trovare il terzo bisogna andare al gennaio 2014 quando arrivò in canarino uno dei centravanti più amati dai tifosi degli ultimi anni, ovvero El Diablo, al secolo Paolo Granoche, che rimase fino al 2016, 35 gol in 83 apparizioni con la fedele casacca numero 32. Uno dei pochi capaci di segnare quattro reti in una sola gara, a Crotone nel novembre 2014. Dopo di lui Augustin Olivera, che nella stagione 2015/16 fu anche compagno di squadra del mister canarino Daniele Galloppa: centrocampista offensivo, due reti in 33 apparizioni, un gol decisivo alla Ternana nel settembre 2015. E oggi tocca a Gaston Brugman, che metterà la sua esperienza di centrocampista giramondo, tra Italia, Spagna, e campionato Usa, al servizio della causa gialloblù. Alessandro Bedoni






