La versione 1.65 di HWMonitor introduce una novità destinata a interessare gli utenti delle schede video NVIDIA GeForce RTX 5000 basate su architettura Blackwell. L'aggiornamento reintroduce infatti il monitoraggio delle temperatura hotspot (punto caldo), una funzionalità che NVIDIA aveva reso inaccessibile alle applicazioni di monitoraggio di terze parti, nonostante la presenza in hardware del sensore. Un fatto confermato anche dallo sviluppatore di GPU-Z, secondo il quale dato non risultava più accessibile tramite l'API pubblica messa a disposizione da NVIDIA.

Adesso, però, le cose potrebbero cambiare, ed è solo un bene. L'importanza di conoscere la temperatura hotspot va oltre la semplice curiosità tecnica. Questo parametro rappresenta infatti il punto più caldo rilevato all'interno della GPU e può evidenziare problemi di contatto tra chip e dissipatore che non emergono osservando esclusivamente la temperatura media del processore grafico.

Un'eccessiva differenza tra i due valori può essere il sintomo di una distribuzione non uniforme del materiale termico o di un montaggio non ottimale del sistema di raffreddamento, condizioni che possono portare all'attivazione del thermal throttling e a una riduzione delle prestazioni durante il funzionamento.