Gli hacker di Stato del Cremlino hanno così sorvegliato i trasferimenti di equipaggiamento militare verso l'Ucraina. Il bersaglio erano le telecamere consumer senza una adeguata configurazione: in pericolo non solo la propria sicurezza e privacy.
La Russia avrebbe spiato i movimenti militari della Nato sfruttando telecamere IP e altri dispositivi come i citofoni smart, appartenenti a privati e aziende in diversi Paesi europei. A denunciarlo sono i servizi segreti olandesi: l’Aivd, responsabile della sicurezza interna, e il Mivd, l’intelligence militare. L’operazione avrebbe permesso al Cremlino di osservare rotte logistiche e trasporti militari, ricavando informazioni sui mezzi, sui carichi e sulle armi destinate all’Ucraina. Nei Paesi Bassi, in particolare, è stato individuato un piccolo numero di telecamere compromesse lungo itinerari utilizzati dalla logistica militare.
La scoperta delle agenzie di intelligenceLe agenzie, che hanno definito l’attività parte di «un’operazione russa internazionale su vasta scala», hanno pubblicato un avviso rivolto a organizzazioni pubbliche e private, con le indicazioni per mettere in sicurezza le telecamere IP. L’intelligence olandese non ha specificato marche e modelli dei dispositivi compromessi: ha chiarito però che si tratta di telecamere accessibili da Internet e utilizzate da soggetti privati, per esempio aziende. In genere, come abbiamo riportato in una nostra indagine lo scorso anno, tra i dispositivi più vulnerabili figurano quelli a basso costo, spesso di provenienza cinese, oppure non aggiornati adeguatamente. A facilitare gli attacchi sono soprattutto password predefinite o poco robuste, firmware obsoleti e configurazioni di fabbrica mai modificate.











