<p>La dialettica tra Stato e Mercato, di carattere politico, economico, sociale e culturale, è da secoli la matrice del mondo moderno.

E il concetto di concorrenza, inteso come contesa sociale ed economica che interessa gli affari privati ma anche la cosa pubblica, nasce insieme agli individui che organizzano razionalmente le loro attività, fin dall’antichità; Esiodo, nel VII sec. a.C.: «La stirpe delle Contese non fu unica, ma sulla terra ce ne sono due: chi è saggio loderebbe l’una, l’altra è riprovevole; hanno un animo diviso in due.

L’una fa crescere la guerra malvagia e la lotta, la crudele,…..l’altra……sveglia al lavoro anche l’inoperoso». </p> <h2>Il mondo antico</h2> <p>La voce incredibilmente moderna di Esiodo è però minoritaria nel mondo antico, Platone e Aristotele ritengono che un disegno superiore assegni a ogni individuo il proprio posto; il conflitto e la lotta sociale sono distruttivi dell’ordine.

L’unico conflitto ammesso è per ripristinare l’ordine costituito.

Ogni attività che abbia fine di lucro viene disprezzata e messa al bando.