Droni che consegnano farmaci dove le ambulanze non arrivano, algoritmi che estraggono dagli studi clinici le preferenze dei pazienti, sensori satellitari che segnalano le buche prima che causino incidenti. Sono tecnologie diverse, ma che condividono la stessa logica: trasformare i dati in strumenti operativi per risolvere problemi concreti che i sistemi tradizionali non riescono ad affrontare con la necessaria tempestività. Queste tecnologie non sono casuali, ma appartengono alle tre start-up che si sono aggiudicate la seconda edizione di “50 in a Day”: è la giornata organizzata il 30 giugno a Torino, dove sono state messe a confronto oltre 50 imprese innovative con investitori, corporate e istituzioni dell'ecosistema deeptech italiano ed europeo, su tre palchi paralleli, dedicati ai settori Space, Life Sciences e Smart City. L'evento, promosso dalle OGR Torino insieme con gli incubatori 2i3T dell'Università di Torino e I3P del Politecnico di Torino, con la collaborazione di Microsoft Italia, si inserisce in un momento di trasformazione strutturale per il venture capital italiano, cresciuto rapidamente ma con una distribuzione ancora asimmetrica: nel 2025 cinque aziende hanno raccolto circa la metà del capitale disponibile e 10 round hanno superato i 25 milioni di euro, tutti concentrati nella seconda metà dell'anno. In questo quadro Torino si conferma un polo deeptech di riferimento, come seconda città italiana per numero di round di investimento nel 2025 e con l'86% dei capitali raccolti dalle start-up locali orientati al deeptech. “Il mercato del venture capital italiano è triplicato, ma non in modo uniforme: per molte imprese la differenza continua a farla l'accesso alle connessioni giuste”, osserva Davide Canavesio, Amministratore Delegato delle OGR Torino. A vincere la categoria Space è stata Supair, spin-off del Politecnico di Torino, fondata nel novembre 2024 intorno a una tecnologia brevettata dall'ateneo nel 2020. Il cuore del progetto è ThrustPod, un sistema elettrico che consente decollo e atterraggio verticale, con consumi energetici e livelli di rumore inferiori rispetto ai droni tradizionali, e con un'autonomia operativa più estesa. L'applicazione su cui la start-up sta concentrando lo sviluppo riguarda la logistica sanitaria nelle aree remote, con la consegna di farmaci, sangue e dispositivi medici nei territori dove la viabilità stradale rappresenta un ostacolo concreto all'assistenza. Il sistema sarà operativo entro l'estate e si tratta di un ambito in cui la tecnologia non compete con infrastrutture esistenti, ma colma un vuoto, intervenendo dove i mezzi di soccorso convenzionali arrivano in ritardo o non arrivano affatto. La categoria Life Sciences, invece, è andata a Repertor.io, che ha costruito una piattaforma basata sull’Intelligenza Artificiale per raccogliere ed elaborare le preferenze dei pazienti, valorizzando un patrimonio informativo presente nelle informazioni cliniche: cosa conta davvero per chi è malato, quali compromessi è disposto ad accettare, cosa cerca in un trattamento. Si tratta di informazioni oggi disperse in migliaia di studi clinici e, di fatto, inaccessibili in forma aggregata, che la piattaforma rende ricercabili per patologia, classe di farmaco e caratteristiche del paziente, automatizzando analisi che richiederebbero mesi di lavoro manuale. Il risultato è uno strumento che orienta le scelte sullo sviluppo dei farmaci e sull'accesso al mercato a partire da una variabile spesso trascurata nelle fasi di ricerca e sviluppo: la prospettiva di chi il farmaco lo dovrà prendere. Infine, c’è Loki: ha vinto la categoria Smart City con il sistema Asfalto Sicuro, sviluppato dalla start-up nata nel dicembre 2023. Telecamere ad alta risoluzione, sensori e dati satellitari del programma europeo Copernicus lavorano in modo integrato per rilevare e geolocalizzare in tempo reale buche e difetti del manto stradale, fornendo alle amministrazioni pubbliche uno strumento di manutenzione predittiva che sostituisce l'approccio emergenziale, ossia intervenire dopo che il danno ha già provocato incidenti o danni ai veicoli. Il passaggio dalla reazione alla prevenzione, in un settore come quello della viabilità urbana in cui i costi degli interventi tardivi ricadono tanto sulle casse pubbliche quanto sui cittadini, è esattamente il tipo di applicazione in cui il deeptech produce un impatto misurabile su scala sistemica. Le tre start-up vincenti condividono una caratteristica che va oltre la tecnologia specifica che ciascuna ha sviluppato: operano in settori dove i dati esistevano già, ma restavano inutilizzati perché dispersi, non strutturati o difficili da interpretare in tempo reale. Trasformare questa massa di informazioni latenti in strumenti decisionali operativi è il contributo che il deeptech può dare ai sistemi pubblici e sanitari ed è così che si sta costruendo un nuovo approccio di innovazione, sia scientifico sia industriale.