Due anni di reclusione, a titolo di continuazione con altre sentenze già passate in giudicato, alla madrina di Cosa Nostra, Grazia Santapaola.

La cugina di Nitto, sorella di Turi “colluccio” Santapaola e moglie del boss Turi Amato, ha affrontato il rito abbreviato davanti alla gup Marina Rizza che ha emesso il verdetto di condanna per associazione mafiosa.

L’imputata è difesa dall’avvocato Gabriele Cardillo. [articlepreview id="3008284" link="https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3008284/il-boss-i-figli-di-colluccio-sono-munnizzari-per-la-madrina-e-un-affronto-ammazzateli.html"] La donna, arrestata lo scorso anno dai carabinieri del Ros, divenne “famosa” a livello investigativo per un’intercettazione di diversi anni fa in cui si autodichiarava «il sangue blu» della mafia.

Un’espressione che si è (in parte) ripresentata in alcune conversazioni che sono finite nel faldone dell’indagine, coordinata dalla pm Raffaella Vinciguerra, che contempla l’esito di diverse operazioni.

Dal blitz «Agorà» fino all’inchiesta «Ombra», che hanno in tempi diversi duramente colpito i vertici della famiglia catanese di Cosa Nostra. [articlepreview id="3009462" link="https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3009462/lo-schiaffo-del-rampollo-al-figlio-del-boss-di-catania-scoppia-la-faida-per-mettere-pace-interviene-la-madrina.html"] Grazia Santapaola avrebbe messo becco in diversi affari illeciti.