31 in totale i voti perduti dalla maggioranza. I sondaggi di settembre su Vannacci e la possibilità di un nuovo tentativo. Con la minaccia di un governo balneare
Giorgia Meloni è furiosa con i trenta franchi tiratori che hanno affossato la sua legge elettorale. E se i sospetti della premier vanno da Forza Italia a Futuro Nazionale, il nome che potrebbe aver orchestrato tutto è quello di Marina Berlusconi. Ma, riferisce il Corriere, girano voci su alcuni parlamentari meloniani del Sud che avrebbero disobbedito all’ordine della leader, esplicitato su Facebook. E a Palazzo Chigi intanto riflettono. Notando che così si tifa per il pareggio alle elezioni politiche del 2027. Mentre una finestra per il voto anticipato a giugno comincia ad aprirsi.
Chi sono i 30 franchi tiratori della legge elettorale
La definizione di franchi tiratori viene dal gergo militare. Individua un combattente che spara contro le truppe regolari. Praticando azioni di guerriglia contro l’occupazione o l’evacuazione dei centri abitati. Quelli che hanno affossato dal di dentro l’emendamento sulle preferenze dovrebbero essere circa trenta. E si pensa in primo luogo a Forza Italia, poi alla Lega e infine a Vannacci. Lunedì Meloni ha organizzato una rapida call con i vicepremier per avvisarli che in caso di scherzi su questo emendamento avrebbe «mandato tutti al voto». Da Via della Scrofa parlano anche di una riunione di FI all’ora di pranzo con Antonio Tajani in cui molte donne, a partire da Catia Polidori, si sono espresse contro le preferenze. D’altronde avevano sottoscritto anche un appello.












