<p>In un vertice segnato da ulteriori tensioni tra Trump e i Paesi europei è emerso un protagonista, fino a pochi mesi fa considerato in gravi difficoltà: Volodymyr Zelenskyj.
Nell'incontro con Trump, Zelenskyj ha ricevuto inattese attestazioni di capacità di leadership nella resistenza e nel contrattacco ucraino nella guerra con la Russia fino all'annuncio da parte del presidente statunitense di concedere la licenza per produrre i missili Patriot, fortemente richiesto da Kiev, direttamente in Ucraina. </p><p>Ora si tratterà di vedere come concretamente, e in che tempi, tale impegno possa essere mantenuto, ma se si pensa al trattamento ricevuto da Zelenskyj alla Casa Bianca nel suo primo incontro con Trump, si tratta senza dubbio di un netto cambiamento d'atteggiamento da parte della Casa Bianca nei suoi confronti.</p><p>Inoltre, nello stringato documento conclusivo del vertice, il punto di maggior rilievo riguarda proprio il riconoscimento del ruolo dell'Ucraina alla sicurezza transatlantica.
In tale quadro si richiama l'impegno dei Paesi europei e del Canada nel sostenere finanziariamente le capacità di difesa e di sicurezza ucraine attraverso accordi bilaterali e multilaterali, auspicando il mantenimento di tale impegno nel lungo termine.</p><p>Si assicura il sostegno dell'Alleanza a Kiev con 70 miliardi in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento, nel 2026, e si afferma l' impegno della Nato a mantenere almeno livelli equivalenti anche nel 2027.</p><p>Il riaffermato sostegno dei Paesi Ue, che non è mai mancato in questi anni, e il nuovo, diverso atteggiamento di Washington si devono anche agli indubbi risultati ottenuti dall'Ucraina sul campo di battaglia, sia nella resistenza operata sulla linea del fronte sia nelle operazioni di controffensiva in profondità che sono arrivate fino a San Pietroburgo e Mosca.








