TREVISO - La prima ad essere sfornata non può che essere la regina, la pizza margherita. Il bordo è soffice, la mozzarella ancora sfrigola e per qualche secondo, davanti al bancone, si interrompono discorsi e fotografie. Non siamo nel centro di Treviso né in una delle tante pizzerie della provincia. Il forno è stato acceso a Monastier (Treviso) all’interno della sede di Texa, colosso veneto della diagnostica per veicoli e dei sistemi per la mobilità elettrica, dove ogni giorno lavorano quasi 800 persone. La nuova insegna, all’interno dello stabilimento di via Vallio 15, si chiama “Pizzeria Italia” e si affaccia su uno spazio battezzato Piazza Italia. Davanti ci sono il caffè aziendale, la mensa ristorante e una sala ricreativa con tavoli da ping pong e da biliardo e due calcio balilla. Tutto è costruito per dare l’impressione di trovarsi quasi altrove. Una grande limonaia artificiale sovrasta la piazzetta dove si trovano i tavoli “all’esterno” della pizzeria. Ma il significato della nuova pizzeria non si esaurisce nell’effetto scenografico. È il tassello più recente di una concezione dell’impresa nella quale gli spazi destinati alla socialità vengono considerati parte dell’organizzazione del lavoro. «Passiamo al lavoro una parte enorme delle nostre giornate - afferma il fondatore e presidente Bruno Vianello -. Per questo un’impresa non può essere un posto dal quale si desidera soltanto uscire. Deve essere un ambiente nel quale si lavora bene, si mangia bene e si instaurano relazioni positive». E mentre si taglia simbolicamente la prima pizza, il progetto più rilevante annunciato dall’azienda riguarda un bisogno molto meno celebrativo e sempre più urgente: trovare una casa.
Pizza in azienda, dopo il cinema si aggiunge una nuova forma di welfare per i dipendenti della Texa
TREVISO - La prima ad essere sfornata non può che essere la regina, la pizza margherita. Il bordo è soffice, la mozzarella ancora sfrigola e per qualche secondo, davanti al bancone,...








