| 15 Luglio 2026 02:02 |

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(Adnkronos) – “Un tempo Xi Jinping (che nel 2013 ha scelto Mosca come prima capitale da visitare da leader, ndr) ammirava Vladimir Putin, ora lo gestisce”, scrive il Wall Street Journal. “Quattro anni di guerra e isolamento economico hanno ridotto il presidente russo a un supplicante in una relazione sempre più squilibrata, e a volte tesa”, si sottolinea, citando il mancato accordo sul gasdotto Potenza della Siberia 2 nel corso della 14esima visita di Putin per incontrare Xi in Cina a maggio, contrariamente a quanto aveva poco prima anticipato come certo il Presidente russo.

La delegazione russa arrivata a Pechino prima di Putin per definire l’accordo si è trovata di fronte a “un muro”: Pechino ha spiegato a chiare lettere al ceo di Gazprom che avrebbe sottoscritto l’accordo ma solo a un prezzo del gas scontato come quello che viene venduto all’interno della Russia, “di fatto la richiesta che la Russia finanziasse il progetto”, spiegano fonti al corrente del contenuto del negoziato. I cinesi hanno detto anche ai russi di non sollevare più la questione fino a che non saranno cambiate le condizioni, si precisa.

Le relazioni bilaterali sono tutt’altro che sul punto di crollare e Pechino ha assicurato a Mosca il sostegno cruciale per portare avanti il suo sforzo bellico dal 2022. “Xi sembra aver capito la lezione degli anni sessanta, quando i sovietici trattavano con mano pesante la Cina, come “fratello minore”, e come questo atteggiamento abbia fratturato l’alleanza precedente. Per ora, Xi è attento a trattare Putin con rispetto in pubblico anche se in privato cerca di stritolarlo con concessioni”, si legge inoltre.