Basta solo nominare Arrigo Levi per far sì che Rita Dalla Chiesa si illumini, di ricordi, di riconoscenza, di affetto. Un grande giornalista che l'ha indirizzata come meglio non si sarebbe potuto nei segreti del giornalismo. Dalla Chiesa, chi era per lei Arrigo Levi? "Un mentore, un padre. Gli devo moltissimo, sia dal punto di vista umano, sia professionale. Mi ha insegnato il giornalismo, mi ha chiamata con lui a Canale 5 quando ancora non sapevo bene che fare ed ero sconosciuta". Come è andato l'incontro? "All'inizio con una mia gaffe. Ricevevo molte chiamate da lui che diceva di volermi parlare. Mio padre era morto da poco e io immaginavo fosse per un'intervista su di lui è tergiversavo. Invece mi voleva per un programma, "Tv Tv" che andava in onda di domenica sera. Era ancora Fininvest, parliamo del 1985/'86. C'erano tantissimi giornalisti di vaglia, Chiara Beria d'Argentine, la figlia di Scalfari che era di scrivania accanto a me e tanti altri. Sono stata una privilegiata. A me offrì il segmento del cinema, spettacolo tv. Era bellissimo e con lui stabilii subito un rapporto speciale. O almeno io lo ritenevo tale per poi scoprire che Arrigo con ognuno di noi stabiliva dei rapporti speciali. Credo ci volesse veramente bene". Come mai scelse proprio lei? "In effetti non fu lui ma sua moglie, la grande Lina che mi aveva visto in Rai e gli consigliò di incontrarmi. Per me oramai orfana era una specie di papà, lo potevo ascoltare per ore, le riunioni di redazione erano magiche, per noi giovani era oro colato". Avevate stretto un bel rapporto di squadra? "Bellissimo e Lina una volta a settimana ci invitava a pranzo a casa loro, a Roma, quartiere Trieste. La sua era un'ottima cucina napoletana, le pizzelle fritte, la Genovese.. A questo proposito dico una cosa che a lui non ho mai rivelato". Che sarà mai? "Loro andavano orgogliosi della loro Genovese che in effetti è un piatto complesso a base di cipolla. Io non sopporto la cipolla, non l'ho mai mangiata. Eppure per amor loro, l'ho fatto. Lui mi ha fatto fare cose inimmaginabili persino prendere l'aereo. Inoltre era una lezione di vita vedere Arrigo e Lina insieme. Lei napoletana con la battuta pronta e lui adorante". Che c'entra l'aereo? "Era sera tardi e Arrigo mi disse che la mattina successiva mi aveva fissato un appuntamento per un'intervista con il maestro Riccardo Muti e a seguire una con Fiorella Mannoia. Lo guardai costernata: "Arrigo io non prendo l'aereo", e il treno all'epoca non mi avrebbe mai portata in orario. Lui insostette e io sempre più contrita continuavo a dirgli che in aereo non andavo. Ero disperata sapevo di fare una cosa poco professionale ma non avevo scelta. Alla fine mi disse: "Vengo con te". Ci accompagnò Fabrizio Frizzi all'aeroporto. Lui mi tenne la mano per tutto il volo, una volta scesi, Lui andò a Modena a trovare la sorella, era lì solo per me. Fui presa in giro per giorni dai colleghi". Che cosa le manca di più di Arrigo Levi? "Tutto, la sua enorme cultura tenuta celata, la sua bontà, la sua intelligenza. Il fatto che mi aprì la porta principale del giornalismo. Intervistai Pavarotti, Zucchero e tanti altri, la mattina andavo al Centro Palatino alle 5 del mattino, sceglievo le musiche e montato il servizio. Quel lavoro mi piaceva da impazzire". Quanto durò? "Due anni meravigliosi e irripetibili. Non so poi che accadde tra lui e Berlusconi ma Arrigo andò via. Restai con Eugenio De Paoli con il quale ho lavorato in altri programmi, eravamo sempre in coppia al mattino con Arrigo. Era come se avessimo creato una famiglia, ci aiutavano a vicenda, c'era un clima speciale. Solo dopo arrivò "Forum" Ma era un'altra storia. Eravamo felici e non lo sapevamo". Pensa spesso a lui? "Nella libreria del salotto ho un suo libro che ho letto e riletto ma lo tengo con la quarta di copertina aperta perché c'è una sua foto che mi fa ancora compagnia. Pensi che dono enorme, mio padre morto da poco e io che trovo questo signore di gran classe che mi ha voglia di guidarmi. Purtroppo non sono all'altezza del ricordo che Arrigo meriterebbe. È stato l'incontro che mi ha cambiato la vita".