Non hanno paura di usare la parola “prigione”.
«Quando smetti di vivere per curare un’altra persona, un figlio, una madre, un marito, una moglie, senza aiuti, senza sostegni, nella solitudine di notti insonni, di giornate senza respiro, come altro volete chiamarla un’esistenza così, con tutto l’infinito amore per i nostri cari?».
Alessandra Corradi, mamma di Jacopo, 21 anni, nato con una gravissi…









