Una gigantografia di Bernardo Bertolucci – in completo chiaro, sciarpa e borsalino – sulla scalinata del palazzo del Governatore a Parma accoglie i visitatori della mostra su Novecento, il film. Altamente instagrammabile. Aperta a fine febbraio, questa celebrazione del kolossal hollywoodian-comunista uscito 50 anni fa esatti, chiuderà la prossima settimana. Per chi volesse un supplemento, Electa ha pubblicato un catalogo ricco di saggi e immagini. Il set-fattoria del film Corte delle Piacentine oggi è un agriturismo vicino a Busseto.

All’entrata: il primo piano di Olmo ragazzino con le rane sul cappello, però in bianco e nero. E il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, protagonista degli ultrastatici titoli di testa sulla musica di Ennio Morricone. Quest’ultima è una copia, firmata dell’artista iperrealista turco Taner Ceylan, realizzata nel 2015 ripensando agli scontri di Gezi Park. Olmo bambino invece è una foto di scena di Angelo Novi, sta nell’album che Bertolucci regalò a tutti i componenti della troupe dopo più di un anno di lavoro assieme. Qui è in mostra per la prima volta l’esemplare che il regista dedicò di suo pugno a babbo e mamma, la copertina in pelle scura, le foto incollate una per una sulla pagina come un «album di nozze», scrive il curatore Gabriele Pedullà.