Tifo da stadio con tanto di ola, una piazza strapiena e un 82enne Robert De Niro con tanti non ricordo. È quello che è successo stasera a Roma in Piazza San Cosimato a Trastevere dove l'attore 'leggenda' Robert De Niro ha presentato la versione restaurata di Novecento di Bernardo Bertolucci, in occasione del suo cinquantesimo anniversario. E questo in chiusura della XII edizione de Il Cinema in Piazza . Una presentazione-dialogo condotta da Antonio Monda e Valerio Carocci.
Robert De Niro
Come ha conosciuto Bertolucci? "L'ho dimenticato ma ricordo che mi colpì la sceneggiatura. Era molto simpatico ma all'inizio pensai fosse pazzo. Quando stavamo girando Novecento c'era una scena in cui interpretavo una versione molto anziana di me. La girammo però all'inizio del film, cosa che trovai sconcertante, perché avrebbe dovuto essere girata dopo. E infatti la rifacemmo alla fine, Depardieu e io. Il fatto è che ero abituato a girare in sequenza, ma Bertolucci non faceva cosi", dice De Niro che in 'Novecento', film cult che racconta la lotta di classe, il fascismo e la sua caduta, veste i panni di Alfredo Berlinghieri, erede di una ricca famiglia di proprietari terrieri, recitando al fianco di Gérard Depardieu, che interpreta invece il bracciante Olmo Dalcò.Valerio Carocci stimola l'attore con una domanda politica su come mai per fare questo manifesto di libertà contro il fascismo Bertolucci avesse utilizzato fondi Hollywoodiani: "Certo è un film sul fascismo, ma non so bene quello che è accaduto e non so neppure se lui fosse comunista o socialista,era però sicuramente per la gente ".








