Roma, 15 luglio 2026 – Oggi ricorre la Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, istituita nel 2023 da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea dopo le drammatiche alluvioni che colpirono Belgio e Germania nel luglio 2021. La ricorrenza torna, quest’anno, proprio mentre l’ennesima ondata di caldo estremo sta mettendo in ginocchio gran parte d’Europa: secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, il continente europeo si sta riscaldando più rapidamente del resto del mondo e il 95% dei decessi legati agli eventi climatici estremi registrati negli ultimi quarant’anni è riconducibile alle ondate di calore.
Numeri allarmanti
A questo proposito, fanno riflettere anche i dati svelati da un recente report di World bank group: le avversità atmosferiche mettono a rischio la vita di 4,5 miliardi di persone a livello globale (di cui 1,5 miliardi in situazioni di alta vulnerabilità) e di 250 milioni di persone solo nel Vecchio continente (di cui 35 milioni ad alto rischio), danneggiando le infrastrutture, distruggendo posti di lavoro e minacciando lo sviluppo economico dei territori. In Europa, secondo uno studio del Joint research centre (Jrc) della Commissione europea, pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health, entro il 2100 circa 351 milioni di persone – quasi due terzi della popolazione europea – potrebbero essere esposte ogni anno a eventi meteorologici estremi. A contrassegnare questa fase – lo conferma un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente – è l’incremento strutturale di eventi climatici estremi come le ondate di calore (che registrano aumenti significativi in 29 Paesi) e le alluvioni (in aumento in 28 Paesi), seguite dal moltiplicarsi dei casi di siccità, in aumento in 27 Paesi. Caldo estremo







