HomePoliticaGoverno battuto in aula sulla legge elettorale, l’opposizione esulta: “Meloni a casa, elezioni subito”Schlein attacca: “Voto contro l’arroganza”. Conte rincara la dose: “Aprite la crisi di governo”. Sit in davanti a Montecitorio. Ma la difesa delle liste bloccate potrebbe rivelarsi un boomerang per tuttiLa segretaria del Pd, Elly Schlein, durante il voto segreto sull'emendamento della maggioranza nel corso dell’esame alla Camera della riforma della legge elettoraleRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma – «E-le-zio-ni. E-le-zio-ni...», scandisce la sinistra dell’emiciclo di Montecitorio. Il presidente di turno Fabio Rampelli ha appena comunicato il risultato del voto segreto sull’emendamento di Fratelli d’Italia per reintrodurre le preferenze nella riforma elettorale targata Giorgia Meloni: «187 sì, 188 no. La Camera respinge». E il clima già incandescente, mitigato solo dai condizionatori di Montecitorio, deflagra in un susseguirsi dichiarazioni per chiedere che la premier prenda atto del voto parlamentare e si rechi al Quirinale per rimettere il mandato. Salvo che non si trattava di un voto di fiducia col pallottoliere, come quello che nel 1996 costrinse alle dimissioni Romano Prodi, ma di un emendamento alla legge elettorale voluto da Meloni e gradito ai cittadini: il cui effetto politico a lungo termine non è destinato a risolversi nell’imminenza del voto parlamentare.