BOLZANO. Più di cinque anni fa un gruppo di insegnanti altoatesini ha dato vita all'iniziativa "Lehrerwunderland Südtirol" con l'obiettivo di smascherare, attraverso una provocazione ironica, il falso mito dell'Alto Adige come "Paese delle meraviglie degli insegnanti". Nell'estate del 2026, fanno sapere i promotori, quella provocazione «si è purtroppo trasformata in una realtà che non accenna a cambiare: la disparità retributiva tra gli insegnanti delle scuole statali e quelli delle scuole provinciali continua a persistere». A subirne le conseguenze più pesanti sono soprattutto i docenti che, dopo decenni di servizio, «vengono lasciati soli e accompagnati verso il pensionamento senza il riconoscimento economico e professionale che spetterebbe loro» si legge nella nota che porta la firma di Florian Leimgruber, Markus Klammer, Andrea Lanthaler e Silva Manzardo.
«La capacità della politica scolastica altoatesina di rinviare sistematicamente la soluzione di questo problema sembra non avere eguali - si legge ancora nel comunicato -. Nell'autunno del 2020 oltre 4mila firme furono consegnate al presidente della Provincia, Arno Kompatscher. Le dichiarazioni di comprensione espresse da parte del Presidente della Giunta Provinciale allora apparvero convincenti solo in superficie, mentre il bilancio provinciale, solitamente molto consistente, improvvisamente non disponeva delle risorse necessarie per affrontare la questione».







