Continuano negli Usa le indagini sul picco anomalo di casi di ciclosporiasi registrato nelle ultime settimane in particolare in alcuni Stati. Alla luce dei dati segnalati dai dipartimenti sanitari delle aree interessate, si calcola - secondo quanto riporta Nbc news - che circa 3mila persone possano essere state colpite da questa infezione gastrointestinale di origine alimentare caratterizzata da un'intensa diarrea. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) hanno riferito nei giorni scorsi che complessivamente 31 Stati hanno segnalato casi di ciclosporiasi e 86 persone sono state ricoverate in ospedale. I funzionari sanitari sono al lavoro per individuare la fonte delle infezioni, che non è ancora nota. Come non è chiaro al momento - hanno precisato i Cdc - se i focolai nei diversi Stati siano collegati tra loro oppure no.

La mappa delle infezioni Sebbene non siano stati ancora identificati i prodotti che potrebbero essere all'origine dei recenti casi, storicamente le epidemie di ciclosporiasi sono state collegate a frutta e verdure fresche. Questo perché i parassiti del genere Cyclospora possono aderire a frutta, verdura ed erbe aromatiche, rendendone difficile la rimozione con un semplice risciacquo con acqua. Fatto sta che, secondo quanto riportato, i numeri 2026 dei casi di ciclosporiasi negli Usa sono in netto aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'agenzia ha confermato 843 di questi casi, tutti contratti negli Stati Uniti, e sta ancora indagando su oltre 1.500, riporta il media Usa. L'epidemia è stata particolarmente intensa nel Michigan, che fino a venerdì contava 1.562 casi. Infezioni sono state segnalate anche nel vicino Ohio (almeno 177 casi destinati ad aumentare viste le ultime segnalazioni al vaglio), così come in Colorado, Illinois (141 casi), New York (394 casi), Carolina del Nord, Texas, Wisconsin e altri Stati. Sintomi e trasmissione Secondo la responsabile sanitaria del Michigan, Natasha Bagdasarian, il rapido aumento osservato è «altamente insolito». Nello Stato si registrano solitamente dai 40 ai 50 casi di ciclosporiasi all'anno e i laboratori statali adesso si stanno adoperando per sequenziare il genoma del microrganismo identificato al fine di risalire alla sua origine. «Possiamo verificare se gli isolati sono strettamente correlati, il che significa che probabilmente c'era una fonte comune, e possiamo potenzialmente risalire all'origine di quella contaminazione», ha spiegato l'esperta. La direttrice facente funzione della sezione Malattie parassitarie dei Cdc, Dianna Blau, ha evidenziato che è difficile indagare perché possono trascorrere una settimana o più prima che i sintomi si manifestino. «In un anno medio, solo una piccola percentuale di casi viene effettivamente ricondotta a un alimento specifico», ha dichiarato. Molto spesso, il cibo contaminato viene mescolato con altri alimenti - ad esempio, il coriandolo nelle salse o la lattuga in busta nelle insalate - e viene facilmente dimenticato giorni dopo. Anche la Fda ha comunicato nei giorni scorsi di essere «attivamente impegnata» con le autorità statali. Al momento non sono stati emessi richiami di prodotti potenzialmente collegati ai focolai. Dai calcoli di 'Nbc News' dei giorni scorsi - basati sui casi comunicati dai vari dipartimenti sanitari statali - il bilancio complessivo di casi segnalati o confermati potrebbe essere sopra i 2.900 casi (non sono stati segnalati decessi). L'anno scorso, secondo Blau, i casi censiti a livello nazionale erano stati circa 2.700, quindi meno. I casi tendono ad aumentare durante l'estate, di solito tra maggio e agosto.Frutta e verdura fresca, i cibi sospetti Quanto ai cibi su cui ricadono i sospetti, alla luce dei precedenti si ipotizza che siano prodotti freschi. In altre epidemie erano stati coinvolti lamponi (che sono più difficili da pulire), lattuga o insalate in busta, coriandolo e basilico. Raramente, la cyclospora può essere trasmessa anche dall'acqua. Le autorità sanitarie degli States non hanno raccomandato di evitare frutta e verdura - e anche gli esperti raccomandano di continuare a consumarle - ma solo di prestare attenzione al modo in cui vengono lavate e preparate. Ecco perché la raccomandazione principale per abbattere il rischio, per esempio quella diffusa dal Dipartimento della Salute e dei Servizi umani del Michigan, è di cuocere i cibi. Cosa fare? I consigli degli esperti Il dipartimento suggerisce di cucinare anche i lamponi ogni volta che è possibile, ad esempio nelle torte e nelle marmellate. Altri consigli delle autorità sanitarie del Michigan sono di: acquistare cespi di lattuga interi, anziché lattuga lavata e confezionata o mix di insalate pronte, e di eliminare le foglie esterne sciacquando il resto; di separare le foglie di coriandolo e di basilico e lavarle accuratamente sotto l'acqua corrente; e prima di lavare i cipollotti, di eliminare la radice e lo strato esterno. Suggerimenti che si aggiungono alle raccomandazioni dei Cdc per il lavaggio di frutta e verdura, presenti sul sito web dell'agenzia: fra queste, lavarsi le mani con acqua e sapone prima e dopo aver maneggiato il cibo; lavare accuratamente frutta e verdure sotto l'acqua corrente prima di consumarle, tagliarle o cuocerle; conservare in frigorifero il prima possibile (entro 2 ore) la frutta e la verdura tagliate o sbucciate; strofinare la frutta e la verdura soda, come meloni e cetrioli, con una spazzola pulita.