Negli Stati Uniti la ciclosporiasi, infezione intestinale causata da Cyclospora cayetanensis, è diventata un caso sanitario. Seppur molto differente da quelli a cui eravamo abituati. Non si tratta, infatti, di un virus. Il contagio non avviene per via respiratoria né, di norma, da persona a persona. Gli occhi delle autorità sanitarie a stelle e strisce sono puntati su un parassita. Si trasmette soprattutto attraverso cibo o acqua contaminati, spesso prodotti freschi consumati crudi: insalate, erbe aromatiche, frutta e verdura. Il CDC - Centers for Disease Control and Prevention - parla di 843 casi confermati in 31 Stati al 9 luglio, ma il dato nazionale non fotografa ancora tutta la portata dell’outbreak: il solo Michigan, per esempio, che aggiorna i numeri più rapidamente a livello locale, segnala 2.640 casi riportati nel periodo di indagine. Si registrano 86 ricoveri fra i casi già confermati a livello federale e nessun decesso. Sotto osservazione frutta e verdura fresche, ma la fonte dei focolai non è stata ancora identificata.
Perché preoccupa
In linea generale, la ciclosporiasi aumenta soprattutto tra primavera ed estate, quando cresce il consumo di prodotti freschi. Il CDC considera la stagione di sorveglianza tra 1 maggio e 31 agosto e segnala un incremento rispetto allo stesso periodo del 2025. Il problema principale è risalire alla fonte. Chi si ammala può avere mangiato l’alimento contaminato giorni prima; il prodotto può essere già stato consumato; lo stesso ingrediente può essere passato da supermercati, ristoranti, mense e filiere distribuite in più Stati. Negli Stati Uniti, in passato, diversi focolai di ciclosporiasi sono stati collegati a prodotti freschi consumati crudi: coriandolo, basilico, prezzemolo, insalate miste, lamponi, piselli, lattughe e altri vegetali. Il parassita può contaminare gli alimenti lungo la filiera, per esempio attraverso acqua contaminata usata in coltivazione, lavaggio o lavorazione. Ovviamente non serve demonizzare frutta e verdura: il lavaggio accurato riduce il rischio, anche se non sempre lo azzera, perché Cyclospora può aderire alla superficie dei vegetali. Dove possibile, la cottura resta la misura più sicura. I sanitari raccomandano di lavare mani, superfici e utensili, sciacquare frutta e verdura sotto acqua corrente, strofinare i prodotti a buccia dura, eliminare parti danneggiate e refrigerare rapidamente quelli tagliati o cotti.










