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Redazione Sport

I fratelli Anders e Tobias Halland Johannesen hanno strappato un sorriso ai loro follower: bagni angusti, rifiniture datate, ragnatele e spazi strettissimi negli alloggi dei corridori

I fratelli Anders e Tobias Halland Johannesen stanno correndo il Tour de France con il Team Uno-X-Mobility Cycling. Il primo senza particolari pretese di classifica (è 93esimo a oltre 38 ore da Pogacar), il secondo con un pelo di ambizione in più (14esimo ma sempre lontanissimo dallo sloveno in maglia gialla, 36 ore e 29 minuti). Ma per entrambi l'avversario più ostico non è rappresentato dalle salite, bensì... da quelle camere d'albergo in cui in teoria dovrebbero trovare conforto e riposo prima delle grandi fatiche. E invece si sono ritrovati a dormire sul balcone, all'aria aperta, con i materassi fuori dal terrazzino e di fronte a un bel panorama: «Improvvisare, adattarsi, superare gli ostacoli. Interno dell’hotel, discutibile. L’esterno: davvero carino», il commento, ironico, sui social.

Come in tutta Europa, anche la Francia è stata invasa dall'ondata di caldo estremo. In alcune strutture messe a disposizione dagli organizzatori — non tutte alberghi cinque stelle, anzi — l'aria condizionata è difettosa e assente, non il modo migliore per ricaricarsi. Non solo questo, però: bagni angusti, rifiniture datate, ragnatele e spazi strettissimi rendono il tutto ancora più complicato. Il danese Magnus Cort Nielsen, vincitore di una tappa nel 2018 e di un’altra nel 2022, da anni fa recensioni sugli hotel del Tour. Nel 2024 aveva definito un hotel di Le Lioran (dove è arrivata la tappa di oggi) il peggior posto in cui avesse soggiornato negli ultimi anni.