Alcuni ciclisti hanno condiviso le loro testimonianze sui social: mostrano le sistemazioni “spartane” degli alloggi dove devono riposare in condizioni di disagio.

Le condizioni delle camere in cui alloggiamo i ciclisti al Tour de France 2026 sono l'argomento caldo nel giorno di riposo. I video condivisi sui social da uno dei corridori mostrano una situazione incredibile: ragnatele negli angoli delle stanze, aria condizionata che diventa un lusso a causa del sovraccarico di energia elettrica che fa saltare il contatore. Servizi igienici incastrati in spazi angusti. Rifiniture molto spartane. "Potrebbe essere peggio… questo è il nostro alloggio", scrive Anders Halland Johannessen del team Uno-X Mobility Cycling mostrando cosa c'è accanto al suo letto, più in generale, una panoramica della sistemazione. "Temo che i ragni abbiano occupato la stanza prima di te, ora sei loro ospite", è la battuta che fa @laflammerouge16 a corredo delle brevi clip

Nemmeno un campione del calibro di Tadej Pogacar sfugge a una situazione del genere: nonostante faccia parte di una squadra che può permettersi location decisamente migliori, anche lo sloveno deve sottostare a un regolamento ferreo che lascia il ciclismo all'epoca eroica (nel loro hotel salta la luce se accendono il climatizzatore). E il rischio che perfino il giorno di relax sia compromesso (domani si torna in strada per la decima trappa) è tangibile. Vedere per credere… Gli alberghi sono mediamente a 3 stelle e prenotati mesi prima. Lo stesso sloveno ha dormito in una location di quel tipo senza aria condizionata e a prezzi di costo (meno di 80 euro a notte). La regola degli hotel al Tour de France La domanda è: com'è possibile una situazione di questo tipo? Le squadre devono utilizzare gli hotel assegnati dall'organizzazione senza eccezioni. Anche i camper privati sono vietati. E quella che nasce come una politica egualitaria, che si sposa con la necessità di spostamenti continui, contrasta con le necessità più elementari dei ciclisti e degli staff che gli accompagnano.