<p><div class="content-image-main" itemscope itemtype="https://schema.org/ImageObject"><figure><img fetchpriority="high" itemprop="contentUrl" class="img-responsive" src="/remote/static.milanofinanza.it/content_upload/img/2026/07/202607141743223763/_DSB57502-726787-374540.jpg?w=692&h=&mode=crop&anchor=topcenter&format=webp&quality=65" alt="Bernard Arnault all'assemblea di Lvmh (courtesy Lvmh)" /><figcaption>Bernard Arnault all'assemblea di Lvmh (courtesy Lvmh)</figcaption></figure><meta itemprop="about" content="Bernard Arnault all'assemblea di Lvmh (courtesy Lvmh)" /></div> </p> <p>Il lusso cerca conferme sulla ripresa e si focalizza sul gruppo <strong>Lvmh</strong>, considerato un vero e proprio benchmark per comprendere lo stato di salute del comparto fashion & luxury.

I riflettori saranno puntati anche sul conglomerato <strong>Kering</strong>, guidato dal ceo <strong>Luca de Meo</strong>, con gli investitori che si interrogano sulla performance di <strong>Gucci </strong>in attesa di un avvio della ripresa del marchio.

Sulla doppia G <strong>Barclays </strong>si attende un -5%, dato che rinvierebbe ancora il turn around.

E <strong>Berenberg </strong>sulla holding controllata dalla famiglia Pinault consiglia «sell» e si aspetta un calo in borsa dai 250 euro attuali per azione a 180 euro.