Un team di scienziati americani ha osservato i segnali dell’adattamento dei roditori al veleno impiegato nelle disinfestazioni.

Gli scienziati americani hanno individuato nei roditori i segnali dell'adattamento ai veleni impiegati nelle disinfestazioni urbane.

In 7 casi su 10, i topi mostrano resistenza al veleno usato nelle disinfestazioni. È quanto emerge da una nuova indagine condotta da un team di scienziati americani, che ha osservato i segnali dell’adattamento nei roditori esposti ai topicidi più comuni. “I professionisti delle disinfestazioni ci hanno segnalato che i roditori stanno diventando più difficili da controllare, nonostante l’impego di prodotti efficaci” ha spiegato Jin-Jia Yu, ricercatore post-dottorato del Dipartimento di Entomologia della Rutgers University e responsabile della ricerca. “Abbiamo voluto scoprire perché si verificasse questo fenomeno e quanto fosse diffuso il problema”.

Yu lavora nel laboratorio del professor Changlu Wang, uno dei massimi esperti statunitensi nella gestione dei parassiti urbani, compresi i roditori. Per arrivare a una spiegazione del fenomeno, i ricercatori hanno esaminato 290 topi domestici (Mus musculus domesticus) e ratti grigi (Rattus norvegicus) di diverse aree urbane degli Stati di New York, New Jersey e Pennsylvania e di Washington DC. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Pest Management Science. I segnali dell’adattamento al veleno trovati nei roditori Nell’analisi, gli scienziati americani hanno valutato la presenza di mutazioni genetiche legate allo sviluppo di resistenza nei confronti dei rodenticidi anticoagulanti, tra i veleni per roditori più utilizzati nelle disinfestazioni. Queste sostanze agiscono inibendo l’enzima Vkorc essenziale per il ciclo della vitamina K, provocando emorragie interne.