Se per presentare Rudi Garcia Aurelio De Laurentiis aveva utilizzato il Museo della Reggia di Capodimonte e nel caso di Antonio Conte aveva scelto, invece, il Teatro di Corte di Palazzo Reale, con Massimiliano Allegri il presidente del Napoli arriva a superarsi, organizzando l'incontro con la stampa e con la città in un luogo che più iconico non sarebbe stato possibile, il San Carlo, vale a dire il Teatro d'Opera in attività più antico del mondo.
Il nuovo allenatore del Napoli irrompe sul palcoscenico, davanti a un migliaio di spettatori, tra giornalisti e invitati dal Calcio Napoli e appare un pò emozionato. "Sono nel teatro più antico del mondo - dice - con una platea piena di tante persone, è una grande emozione. Sono molto contento di essere qui, ora la cosa più importante è iniziare a lavorare a partire da domani nel migliore dei modi".
Per la stampa le notizie in arrivo sono poche, con le risposte del tecnico livornese quasi sempre scontate. "Per me - dice Allegri - si tratta di una grande occasione in una città meravigliosa. E' la seconda volta che mi capita di ereditare una squadra di Antonio Conte, che ha fatto un gran lavoro. Spero porti bene, sono molto contento. Credo che la cosa più importante - spiega - sia lavorare con serietà e arrivare a marzo dentro tutti gli obiettivi, campionato, Champions e Coppa Italia". Per raggiungere i traguardi sarà utile "una sana cazzimma e una sana follia". Qualcuno gli ricorda la retrocessione dell'annata 1997-98 con il tecnico toscano in campo con la maglia azzurra, e un paio di scudetti vinti da allenatore della Juventus ai danni proprio del Napoli. "Sono venuto apposta qui per restituire", rassicura Allegri.










