Massimiliano Allegri non è un colpo di teatro. Perchè è per molti il successore naturale di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Ma Aurelio De Laurentiis ha scelto uno dei teatri più belli al mondo, il San Carlo di Napoli, per presentare il nuovo allenatore azzurro. Una location grande, per storia e tradizione, almeno quanto sarà grande il Napoli di Max Allegri, che è arrivato meno di 24 ore fa in città dopo 28 anni da quando sbarcò qui da calciatore. Ieri per il mister prima visita a Castel Volturno e poi un summit fiume all'Hotel Parker's, prima di una cena al Coco Loco.
Poi per Allegri è stato il tempo del riposo, per meditare al meglio su quello che andava detto in conferenza stampa questa mattina. Perchè Max è sempre stato un gran comunicatore, e lo sarà molto probabilmente anche nei suoi giorni sulla panchina azzurra. «Per me è la prima volta di una presentazione così. Credo che il Napoli negli ultimi 17 anni è stato fuori dall’Europa solo un anno. Ha vinto uno scudetto e una Supercoppa negli ultimi due anni. La squadra è abituata a lavorare grazie a Conte. Per me è la seconda volta che succedo a Conte. La cosa più importante è lavorare con grande serenità e arrivare fino a marzo. Lì si decidono le stagioni. La nostra inizierà domani. Sono molto contento di essere qui in una città così passionale. Sono molto felice di lavorare con il presidente e con il Napoli.», ha detto l'allenatore originario di Livorno. Napoli, l'inchino al Maradona e gli occhi sul mare: Allegri 28 anni dopo«Abbiamo una rosa forte e importante. L’importante è avere grande entusiasmo. Riscatto rispetto allo scorso anno? No. Voglio ringraziare il Milan per la scorsa stagione. Dobbiamo essere tutti nelle condizioni per lavorare al meglio», ha poi continuato il mister. «Lukaku e De Bruyne? Finché non li alleno è difficile giudicare da fuori. Arriveranno il 5 agosto. Ora partiamo con i giocatori che abbiamo a disposizione. Abbiamo tre competizioni e bisogna partire con grande entusiasmo. Al mercato ci pensa la società. Quando avrò visto tutta la squadra valuteremo tutti insieme cosa manca. Nel calcio di oggi la grande sfida è quella di essere competitivi e sostenibili. La squadra è già forte e poi vedremo cosa riusciremo a fare. Hojlund? Sono contento di allenarlo. Lo scorso anno l’ho scansato, invece questa volta l’ho preso».Poi la parola ad Andrea Chiavelli: «Il nuovo stadio? Abbiamo svolto un sopralluogo presso l’area Q8 sulla quale è in corso un’attività di bonifica in stato molto avanzato. Abbiamo ritenuto la presenza di tutte le caratteristiche di idoneità per progettare un nuovo impianto. Poi abbiamo concluso una lettera di intenti con la società Q8 con cui ci siamo confermati l’interesse a verificare la fattibilità dal progetto. Noi la progettazione l’abbiamo già completata per un’altra area ed è trasferibile lì». Sarà uno stadio da 70mila posti e 120 Sky Box, ha poi aggiunto De Laurentiis.Poi torna la parola ad Allegri: «Il modulo? Abbiamo molti esterni a disposizione e cercheremo di sfruttarli al meglio. Mi sono emozionato ad entrare qui in teatro. Sono molto contento di essere qui. La cosa più importante è iniziare a lavorare nel migliore dei modi. La Champions è cambiata soprattutto nella testa. Per me sarà un ritorno alla Champions, non partecipo da tre anni. Con il nuovo format c’è stata una fase di adattamento per tante grandi squadre. Ma già lo scorso anno si sono adattate più velocemente».«Il divario con gli altri campionati? Continuiamo a produrre un calcio non gestito da noi, ma dalle istituzioni che si arricchiscono sulle nostre spalle. In Italia, come in Inghilterra, ci sono un numero di squadre maggiori di un certo livello e interesse. Il problema? Economico. Anche in Inghilterra dove fatturano tre volte di noi, chiudono il bilancio con mezzo miliardo in rosso. Vuol dire che il calcio non funziona per tutta una serie di motivi che andrebbero affrontati. In Europa siamo delle marionette a servizio della Uefa e della Fifa», ha poi detto il patron azzurro. Allegri a Napoli, a cena con Aurelio De Laurentiis e Giovanni Manna«Fin a che non iniziamo a lavorare, non posso parlare. La differenza reti? Più è ampia e più arrivano i risultati. Il Centenario arriva solo una volta e abbiamo una grande responsabilità. Tutti dobbiamo mettere qualcosa in più per arrivare al 30 maggio prossimo raggiungendo gli obiettivi e vincendo dei trofei. Il Napoli ha due ottimi portieri. Quando giochi 60 partite, anche il secondo è molto importante. Ci sarà sicuramente una gerarchia precisa però».«Vergara? Ha dimostrato di essere forte. Ha dato lustro al nostro settore giovanile e alla nostra identità. Ha dei valori sani. Abbiamo continuato un progetto lungo. L’ha guadagnato sul campo», ha poi detto il direttore sportivo Manna.Poi è tornato a parlare il mister: «Quando c’è una stagione così importante, tutta La Rosa deve essere in grado di mantenere grande ritmo. I momenti di difficoltà andranno gestiti nel migliore dei modi. Io aziendalista? Per me è un complimento. L’allenatore deve gestire il patrimonio della società, che sono i giocatori. Nel calcio di oggi la vera sfida è quella di cercare di essere competitivi e sostenibili. L’allenatore deve essere in simbiosi con la società. L’ultima esperienza alla Juventus l’ho conclusa con una Coppa Italia vinta. Al Milan purtroppo siamo stati fuori dalla Champions all’ultima giornata. Per me è la prima volta da quando alleno a grandi livelli. Non nego questa cosa e me la sono portata dietro. Fortunatamente avrò la possibilità di rifarmi. Perché ho scelto Napoli? Sono venuto appositamente per restituire qualcosa alla città. L'attacco? La rosa è forte e bisogna lavorarci. Poi le annate sono diverse l'una dall'altra. Conte ha fatto due anni straordinari». «Il mio motto? Non ci ho pensato. Gli infortuni? Tutte le annate sono diverse. Le due annate di Conte sono state completamente diverse, ma stando al di fuori è impossibile giudicare. Fino al 20 settembre, con la prima sosta, poi inizierà la vera stagione. Il Napoli da tanti anni è una realtà europea. L’habitat della Champions è importante e dovremmo cercare di fare il meglio possibile. La tazzina e la follia servono nel calcio. Ti aiutano. Dobbiamo avere una responsabilità in più perchè è l’anno del Centenario. De Bruyne? Direi che sa giocare discretamente a calcio. Fatemelo prima vedere, però. Il cavallo sul nuovo stemma? L’ho notato subito. Ci conosciamo da tanti anni con Aurelio. Ci fu una telefonata a mezzanotte quando allenavo la Juve prima di una partita con il Borussia Dortmund e parlammo di ippica. Con il direttore Manna invece siamo stati già insieme alla Juventus. Sono fortunato a lavorare con Manna e De Laurentiis. Il ds conosce bene i miei difetti e mi aiuterà molto», ha poi continuato Allegri.«Sono orgoglioso di presentare il mister in questo teatro. Progettato anche a forma di ferro di cavallo. Spero sia l’inizio di un grande campionato che possa rendere felici tutti i nostri tifosi. Forza Napoli», ha poi aggiunto Edo De Laurentiis.«C’è sempre un momento in cui immagini che i tuoi contratti valgano poco. Se le motivazioni del contrattualizzato diminuiscono, bisogna crearsi della assicurazioni di percorso. Più volte ho chiamato Allegri, come ho fatto con altri allenatori», ha ribattuto De Laurentiis.Poi una risposta simpatica da parte del mister azzurro: «La difesa? Importante come l’attacco e il centrocampo. Lo staff tecnico? Abbiamo dei ragazzi che verranno presentati a Dimaro che lavorano sul campo e sui dati. Ma se fosse così semplice… Il calcio non è una roba di dati, ma di campo. Bisogna metterli in condizione di far bene. I dati confermano quello che si vede in campo. Come in tutte le buone famiglie ci saranno dei momenti di confronto. L’importante è essere in sintonia per raggiungere gli obiettivi del Napoli».«Il tratto umano nei rapporti è fondamentale. Altrimenti non inizia nemmeno una fattiva collaborazione che è alla base di ogni successo. Nel cinema ogni volta hai un progetto diverso. Un regista e dei tecnici diversi. Se tu non crei una sintonia perfetta non raggiungi il risultato che ti sei prefisso. Il calcio è il cinema sono industrie atipiche. Non puoi serializzare il prodotto che realizzi. Poi se non c’è lo “scazzo”, non c’è amore», ha poi aggiunto De Laurentiis.Continua il mister sul percorso in Europa: «Champions? Cerchiamo prima di superare il girone. Poi può succedere di tutto». E passa la parola a Manna: «Avere tre attaccanti in rosa? Lo scorso anno avevamo Romelu. La squadra era costruita in un modo e ci bastavano due attaccanti. Dopo l’infortunio di Lukaku abbiamo comprato Hojlund. Romelu doveva rientrare prima, ma non è stato possibile. Per questo poi abbiamo preso Giovane. Oggi partiamo con Hojlund, Lukaku, Lucca e Giovane».








