Per ora niente ombrellone. L'estate di Roberto Vannacci è una lunga campagna elettorale itinerante. Piazza dopo piazza, il generale sta attraversando l'Italia per consolidare la rete di Futuro Nazionale mentre il movimento continua a correre nei sondaggi. Dopo la due giorni di sport futurista in Liguria, culminata con il comizio di Genova, il tour del generalissimo prosegue in Abruzzo e Marche, con un obiettivo chiaro: mettere radici, reclutare amministratori e ampliare la pattuglia degli amministratori sul territorio.

Le tappe in AbruzzoIn Abruzzo la prima fermata è Pescara dove Vannacci presenta oggi gli ingressi in Futuro Nazionale dei consiglieri comunali Valeria Toppetti e Christian Orta, i due più votati alle ultime amministrative. Poi il comizio in piazza Sacro Cuore con il suo braccio destro, il deputato Rossano Sasso. Come a Genova, però, il tour del generale arriva nel capoluogo abruzzese con la sua contro-piazza: anche qui è infatti previsto il presidio antifascista "Re(si)stiamo uniti, restiamo umani". Mercoledì mattina sarà la volta di Vasto dove il generale ufficializzerà nuove adesioni al movimento. Tra i nomi spicca quello di Alessandro Carbone, ex candidato sindaco di Chieti e vicepresidente del Consiglio comunale, insieme a Sabrina Bocchino, al sindaco di Villa Santa Maria Giuseppe Finamore e ad altri amministratori locali pronti a entrare nelle file di Futuro Nazionale.Le Marche Dall'Abruzzo Vannacci “risalirà” il centro Italia in direzione di Civitanova Marche, con destinazione finale lo Shada Beach club per un altro bagno di folla con iscritti e amministratori locali. Ad accoglierlo ci sarà il coordinatore regionale di FnV e sindaco della città, Fabrizio Ciarapica. Una rete fitta di appuntamenti che rispecchia il modello di partito immaginato dal generale: «Mi ispiro alla tecnica della guerriglia». Perché in questa fase la priorità è fare rete: «Io do l'indirizzo e le direttive, ma lascio ampio spazio di iniziativa a chi lavora sul terreno». L'idea è superare i partiti «rigidi e gerarchicamente oppressivi» senza perdere efficienza. Da qui il paragone equivoco con il modus operandi dei terroristi: «I terroristi lavorano così, hanno una struttura reticolare. Non c'è mai il capo».