MILANO Più lo invitano a stare nei ranghi e più il generale avanza. Nemmeno l’uscita sopra le righe del solitamente mansueto presidente della Lombardia Attilio Fontana («Col c... che vannaccizzano la Lega») ammorbidisce Roberto Vannacci che, anzi, rivendica di avere il diritto sia di portare i suoi valori dentro il partito di cui è diventato da pochi mesi vicesegretario, sia di fare proselitismo per la sua associazione (che definisce culturale ma che si muove a tutti gli effetti come un soggetto politico).