Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«Sul risiko bancario in corso vi sono elementi che fanno ritenere si andrà verso una soluzione Intesa-Bper, ma non è scontato. A breve il Cda di Monte Paschi si esprimerà sulle due proposte ma ci saranno poi da affrontare l’Antitrust e la Vigilanza. Durante questo iter diversi fattori, pure economici, potranno subire cambiamenti, anche imprevedibili. Non è da escludere che Unicredit, risolta la faccenda Commerzbank possa dar vita a un secondo round del risiko»: Enzo Mengoli, è stato per 32 anni direttore generale di Banca di Bologna, ora ne è il presidente. L’istituto è tra i principali protagonisti della galassia del credito cooperativo e aderisce a Cassa Centrale Banca, ha 34 filiali, 58mila clienti e 16mila soci, ha chiuso il 2025 con oltre 5,8 miliardi tra raccolta complessiva e impieghi e 23,8 milioni di utile netto.
I punti di forza delle banche di credito cooperativo nel mercato attuale
«Nessun complesso d’inferiorità rispetto alle grandi banche- dice - ritengo che più il sistema si concentrerà più si apriranno spazi per le banche locali. La vicinanza ai territori consente di conoscere meglio la clientela e di prendere decisioni supportate da valutazioni che non siano solo frutto di algoritmi. La vicinanza dei centri decisionali ai territori e l’attenzione a tutti i segmenti di clientela e non solo a quelli più redditizi sono fattori competitivi importanti. Per quanto riguarda le banche di credito cooperativo è indubbio che la riforma del 2016, con la creazione dei gruppi a cui le singole banche debbono aderire, nel nostro caso la Cassa Centrale Banca, riuscirà a creare economie di scala e con il meccanismo delle garanzie incrociate potrà prevenire situazioni di criticità. Questo senza snaturare la governance territoriale delle singole banche».






