di
Massimiliano Nerozzi
L'Fbi indaga sulla Federcalcio argentina per presunto riciclaggio di 290 milioni di dollari di denaro destinato al calcio e finito invece in società fantasma di Miami. Sarebbero poi stati usati dai dirigenti per acquistare jet e yacht di lusso
Da Miami, dove è iniziata l'indagine dell'Fbi (il Federal bureau of investigation), arrivano fino in Georgia e in istituti di credito sparsi in tutti gli Stati Uniti le tracce e le carte dell'inchiesta su un presunto caso di riciclaggio e frode per quasi 300 milioni di euro che vede al centro la Federcalcio argentina (Afa): l'ipotesi degli investigatori è che quei fondi, destinati al calcio argentino, siano invece finiti in società di comodo e, da lì, dirottati (anche) per l'acquisto di jet e yacht di lusso. Uno scandalo scoppiato proprio durante il Mondiale e alla vigilia della semifinale con l'Inghilterra, in menù domani (15 luglio) ad Atlanta, in Georgia.
Seguendo i quattrini, i federali sono arrivati a una rete di aziende con sede nella contea di Miami-Dade che avrebbero ricevuto versamenti per decine di milioni di dollari, nonostante la mancanza — al momento — di qualsiasi giustificazione commerciale delle transazioni. L'ipotesi investigativa, appunto, è che si tratti di società di comodo, con poco o addirittura nessun personale, zero attività aziendale e, spesso, «uffici virtuali», affittati per 80 dollari al mese.















