I dati Istat sulla propensione alla lettura in Italia vedono la Calabria fanalino di coda con appena il 43% della popolazione dai 6 anni in su che nel 2024 ha letto almeno un libro
MENO di un calabrese su due ha letto almeno un libro nell’ultimo anno. La Calabria è la regione con la quota più bassa di lettori d’Italia: secondo l’indagine Istat “La lettura di libri in Italia”, nel 2024 ha letto almeno un libro il 43% della popolazione con più di sei anni, contro una media nazionale del 57,1%. Un divario di 14,1 punti percentuali che colloca la regione in fondo alla classifica nazionale. Il dato calabrese è peggiore anche della media meridionale, che si attesta al 46,8%.
Di contro, oltre la metà (53,8%) dichiara di non aver letto alcun libro nell’arco dell’anno, una quota superiore di quasi tredici punti rispetto alla media italiana. Il fenomeno si riflette anche nella scarsa frequentazione delle biblioteche. Solo il 7,6% dei calabresi afferma di averne visitata almeno una negli ultimi dodici mesi, circa la metà rispetto al dato nazionale (15,1%).
I CALABRESI PREFERISCONO LEGGERE IN CARTACEO E SCELGONO AUTORI ITALIANI
Chi legge preferisce il libro cartaceo. L’uso di e-book è più circoscritto (l’8,1% dei calabresi, contro il 10,8% nazionale), mentre gli audiolibri continuano a rappresentare un fenomeno marginale (1,3% contro 2,1%). I libri preferiti sono romanzi di autori italiani: a sceglierli è il 45,4%, più o meno in linea con il dato nazionale. Più bassa – anche rispetto alla media del Paese – la percentuale che sceglie la letteratura straniera: qui ci attestiamo al 24,5% (contro un dato nazionale del 37%). Rispetto alla media Italia, amiamo di più il genere horror (8,3% contro 6,1%) e religioso (9,6% contro 6,3%)







