Il nuovo libro del sociologo franco-peruviano Danilo Martuccelli è un’opera di grande respiro teorico che affronta uno dei temi più complessi e centrali della nostra epoca: comprendere quale sia, oggi, il significato della modernità e in che modo essa continui a plasmare l’esperienza quotidiana degli individui. Già dal titolo – “L'esprit de la modernité : histoire, inventaire, actualité” – si percepisce il tentativo di entrare nel cuore della sensibilità moderna, individuandone le tensioni profonde, le promesse, le contraddizioni e soprattutto le forme attraverso cui essa continua a manifestarsi nel presente.
Martuccelli – sociologo tra i più originali della sua generazione, per molti anni professore titolare in Sorbona, alla Paris Cité –, costruisce un libro che dialoga costantemente con la grande tradizione sociologica europea al fine di interrogarsi sulle caratteristiche della società contemporanea. Così, da Weber a Durkheim, da Tocqueville a Simmel, emergono interrogativi su come vivano oggi gli individui, quali pressioni subiscano e quale tipo di mondo stia producendo la modernità avanzata.
Il titolo stesso del libro è particolarmente significativo e ritorna su una linea di analisi disegnata dallo studioso nei suoi libri degli ultimi quindici anni (in italiano, è disponibile “Sociologia dell’esistenza”, con introduzione a firma di Franco Crespi). Martuccelli non parla della modernità come semplice epoca storica o come successione di innovazioni economiche e tecnologiche. A interessarlo, in termini weberiani, è il suo “spirito”, ovvero quella disposizione mentale, culturale ed esistenziale che caratterizza le società moderne. In questo senso, la modernità viene interpretata come una particolare relazione con il tempo, con il cambiamento e con il futuro. Essere moderni significa vivere dentro un universo in cui nulla appare definitivamente stabile, dove il mutamento è percepito come inevitabile e dove gli individui sono continuamente chiamati a ridefinire sé stessi.






