L'Editoriale

Martedì 14 Luglio 2026

MONDO. Non è passato un mese (la firma è del 18 giugno) e il Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è già carta straccia. E la delusione è cocente. Colpa nostra, forse.

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Ci eravamo illusi che bastasse una firma per chiudere una crisi che in realtà affonda radici robuste non solo nel marasma delle relazioni internazionali ma anche e soprattutto nelle esigenze interne dei protagonisti, dagli Usa impegnati a frenare lo sfarinamento del loro potere globale all’Iran degli ayatollah (e ora ancor più dei pasdaran) che in questo conflitto vedono, oltre al resto, un’occasione per rinsaldare il loro potere. Senza dimenticare Israele, che gusta l’occasione per farla finita con il nemico storico di Teheran ma non può ignorare i tempi e i modi dettati dal grande fratello americano.