La direttrice d'orchestra è stata intervista da Hoara Borselli nel podcast "Sette Vite": «Pare che il comunicato del mio licenziamento sia partito dal ministero e non direttamente dalla Fenice»
«Non tornerei ad Atreju», «il ministro Giuli non mi ha mai difesa» e «il sovrintendente non ha preparato il terreno per il mio arrivo, ma un contratto c’era eccome». Sono alcune delle dichiarazioni più dure rilasciate da Beatrice Venezi dopo il licenziamento dalla Fondazione Teatro La Fenice. La direttrice d’orchestra ne ha parlato nel podcast Sette Vite, condotto dalla giornalista vicina alla destra Hoara Borselli, nel quale ha ripercorso i mesi che hanno preceduto la rottura con il teatro veneziano, rivolgendo pesanti critiche ai vertici della Fondazione e al ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Le accuse di Beatrice Venezi ai vertici della Fenice
Ce n’è per tutti. La direttrice d’orchestra sostiene che la vicenda culminata con il suo licenziamento abbia assunto fin dall’inizio una chiara connotazione politica. «Se fossi stata di sinistra probabilmente non sarei stata attaccata dai sindacati della Fenice», afferma, spiegando di essersi sentita «usata» dalla Fondazione, che avrebbe scelto di puntare su di lei come «volto nuovo», salvo poi non sostenerla quando sono iniziate le contestazioni interne.







