di

Vera Mantengoli

L'intervento della direttrice d'orchestra nell'intervista che ha concesso a Hoara Borselli per il suo podcast Sette Vite. «Da quel che mi riferiscono pare che il comunicato del mio licenziamento sia partito dal ministero e non direttamente dalla Fenice»

Usata e abbandonata. Mobbizzata e licenziata. Elogiata e isolata. Lunedì la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi si è raccontata nel podcast «Sette Vite» di Hoara Borselli, conduttrice e giornalista politicamente vicina alla destra, in cui l’intervistatrice ha chiesto conto a Venezi di cos’era successo alla Fenice. A quel punto la pianista lucchese di 36 anni ha dato nel dettaglio la sua versione. Alla fine ha concluso dicendo di sentirsi delusa e amareggiata. Ha ribadito la sua volontà di fare giustizia sulla vicenda dal punto di vista legale e constatato che la Fenice ha perso un’occasione, quella di modernizzarsi, pur di mantenere lo status quo.

Le parole contro il SovrintendenteAndando per ordine. Il primo sotto attacco è stato il sovrintendente Nicola Colabianchi, reo di non aver parlato con l’orchestra e il coro del suo arrivo, di non aver preso provvedimenti quando le maestranze dal palco leggevano comunicati contro di lei e di non averle comunicato mediante una chiamata il licenziamento, fosse anche per dirle che non avrebbe dovuto accusare la Fenice di nepotismo a La Nacion, parole che ieri Venezi ha detto che sono state male interpretate. «La mia intervista è stato solo il pretesto che hanno voluto usare per licenziarmi», ha detto. Più in generale Venezi ha raccontato di essere stata usata e poi abbandonata prima dalla politica che ha messo il cappello su un’artista (lei) solo per la necessità di avere una faccia che non c’era nella cultura («La Fondazione aveva bisogno di presentare una faccia nuova, avevano scelto la mia, ma sono stata usata») e poi, nello specifico, anche da Alessandro Giuli («Da quel che mi riferiscono, ma specifico che non ne ho le prove, pare che il comunicato del mio licenziamento sia partito dal ministero e non direttamente dalla Fenice»).