“Penso che ognuno di noi debba rispettare il proprio corpo. Mi curo molto, ci tengo al mio aspetto. Sono molto felice di come sono rispetto a chi pensa che una donna, dopo i 60 anni, sia da buttare”, dichiara Paola Ferrari, impegnata quest’estate su Rai1 come volto dei Mondiali 2026, al settimanale Chi. “Sarà il mio ultimo Mondiale con la Rai perché, fra uno o due anni, vado in pensione e, magari, il prossimo lo seguirò per un podcast, vediamo cosa succederà”, racconta al giornale diretto da Massimo Borgnis.

La giornalista viene presa di mira sui social, vittima di body shaming (“Purtroppo ci sono persone ignoranti che insultano”), ma non risparmia critiche ad altre donne come Elodie e soprattutto Diletta Leotta, con l’accusa di utilizzare la propria bellezza: “Mi pongo in modo critico verso un certo tipo di donna, relativamente al mondo del calcio. Perché noi che, con la professionalità e il sacrificio, siamo riuscite ad abbattere certi pregiudizi, non possiamo stare zitte se poi viene sponsorizzato continuamente un esempio femminile che valorizza o punta esclusivamente sull’attrazione fisica suscitata negli uomini come motivo di interesse”.

“È inutile nascondersi dietro a un dito e dire che noi donne siamo libere, questa è una scusa banale. La libertà e la parità sono tutt’altra cosa. Ho combattuto per valori seri, non per queste stupidaggini”, continua Ferrari che si definisce la Selvaggia Lucarelli del calcio: “Posso in qualche modo assomigliare a Selvaggia, che è una donna molto libera e intelligente. E si è scontrata con una mia grandissima amica come Alba Parietti perché sono due donne di grande personalità”.