La giornalista sportiva della Rai, intervistata dal settimanale Chi, ha parlato del ruolo delle donne nel giornalismo calcistico, criticando quello che considera un modello costruito sull’immagine
Paola Ferrari attacca, ancora una volta, Diletta Leotta. La storica giornalista sportiva della Rai, intervistata dal settimanale Chi, ha parlato del ruolo delle donne nel giornalismo calcistico, criticando quello che considera un modello costruito sull’immagine. «Mi pongo in modo critico verso un certo tipo di donna nel mondo del calcio perché noi, con la professionalità e il sacrificio, siamo riuscite ad abbattere certi pregiudizi e non possiamo stare zitte se poi viene sponsorizzato continuamente un esempio femminile che valorizza o punta esclusivamente sull’attrazione fisica suscitata negli uomini come motivo di interesse», ha dichiarato Ferrari. «È inutile nascondersi dietro a un dito e dire che noi donne siamo libere: questa è una scusa banale – prosegue -. La libertà e la parità sono tutt’altra cosa. Ho combattuto per valori seri, non per queste stupidaggini».
Il Mondiale senza l’Italia
Nel corso dell’intervista la giornalista ha parlato anche della Nazionale italiana, criticando la scelta di affidare la panchina a Rino Gattuso. «Se al suo posto ci fossero stati Roberto Mancini o Claudio Ranieri, l’Italia sarebbe lì con le altre. Non possiamo dare sempre la colpa ai giocatori. Gattuso non era assolutamente in grado di fare il commissario tecnico. Magari è un buon allenatore, ma sicuramente non è un commissario tecnico», ha dichiarato al settimanale.







