Uno dei più importanti fornitori di carburante per aerei negli aeroporti italiani, Air Bp, ha segnalato mancanza di scorte per il mancato arrivo di una nave cisterna chiedendo un razionamento ma per ora gli scali si sono affidati ad altri operatori in attesa che la situazione possa risolversi.
Nuovo allarme carburanti per gli aeroporti italiani col perdurare della crisi petrolifera e del blocco delle navi cargo nello stretto di Hormuz. Il mancato arrivo di una nave cisterna carica di jet fuel attesa nei giorni scorsi, infatti, ha fatto scattare una nuova richiesta di razionamenti di carburante per i velivoli in alcuni scali del nord Italia. Al momento si tratta solo di comunicazioni interne che non hanno avuto seguito a livello pubblico visto che nessuno scalo ha emesso avvisi ai viaggiatori come invece era avvenuto a esempio ad aprile quando per diversi scali era scattato addirittura un Notam, un avviso ufficiale contenente informazioni essenziali e temporanee relative alla sicurezza dei voli.
Anche questa volta lo stato di allerta è scattato dopo una comunicazione interna di Air Bp, uno dei principali fornitori del settore in Italia che, come rivela il Corriere sella Sera, ha segnalato l’imprevisto logistico e informato gli scali della necessità di limitare i quantitativi di carburante che possono essere caricati su ogni aereo. Il gruppo infatti non ha ricevuto le quantità previste di carburante e ha segnalato possibili criticità nei quantitativi a disposizione in alcuni scali come Bologna. L’ipotesi era quella di limitare ogni rifornimento a 2mila litri di carburante per ogni aereo, pari a circa due ore di autonomia, a cui le compagnie dovevano aggiungere la parte mancante attingendo ad altri fornitori presenti negli scali. Gli aeroporti italiani interessati però al momento hanno deciso di non far scattare né l’allarme né le limitazioni e hanno invitato l’operatore che gestisce i rifornimenti degli scali a gestire il problema direttamente con le compagnie aeree.










