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A Torino si apre un nuovo fronte politico attorno alla vicenda della Fondazione Giorgio Amendola e ad alcuni lavori realizzati in locali concessi in comodato d’uso. Per Fratelli d’Italia, il Comune guidato dal dem Stefano Lorusso avrebbe applicato criteri diversi rispetto a casi analoghi. Secondo la ricostruzione del vicecapogruppo in Consiglio, Ferrante De Benedictis, l’ente che promuove mostre ed eventi culturali, nel corso degli anni, avrebbe realizzato interventi, senza comunicarlo e soprattutto senza averne diritto.

Le anomalie, comunque, vengono a galla solo nel 2008 quando arriva la prima richiesta di sanatoria. Il Comune, tuttavia, accerta, in modo formale, l’abuso nel 2022, ritenendo gli interventi effettuati non conformi alla normativa vigente e ordinando il ripristino dello stato originario dei luoghi. Nel frattempo, sostengono gli esponenti dell’opposizione, le modifiche producono non poche conseguenze fiscali per gli altri condomini. Gli sarebbe stato notificato un accertamento Imu da 45 mila euro, successivamente ridotto a 38 mila euro, motivato dal venir meno della natura di bene comune degli spazi interessati. Da quel momento parte un’azione civile per ottenere la risoluzione del contratto. Secondo le parti offese le varie ristrutturazioni sarebbero state eseguite in violazione degli accordi stipulati e, soprattutto, senza l’assenso dell’assemblea.