Il più famoso è quello in copertina, ma non è analizzato nel libro, forse perché di mano in uno sport che si dovrebbe giocare solo con i piedi. È la “mano de Dios” di Diego Armando Maradona (sopra una scala, come quella verso il cielo di «Stairway to Heaven» dei Led Zeppelin), gol all’Inghilterra nei Mondiali in Messico il 22 giugno 1986, non visto dalla terna arbitrale e quindi convalidato. «Capolavori» del giornalista narratore di sport Giuseppe Pastore (Sem) con le bellissime illustrazioni di Antonio Pronostico (che si divide fra illustrazione per testate come New Yorker e Rolling Stone e fumetto) racconta, come da sottotitolo, «i gol più geniali e pittoreschi nella storia dei Mondiali». Secondo Pastore le reti sono opere d’arte, e Pronostico le raffigura infatti come quadri in una galleria d’arte. El Pibe de Oro è presente, oltre che con la “mano de Dios”, anche con l’altro, bellissimo, gol all’Inghilterra, sempre nella stessa partita (questo regolare). Quello, per Pronostico, è accostabile al «Cenacolo» di Leonardo.
Mentre quello di Marco Tardelli nella leggendaria finale vinta dall’Italia contro l’allora Germania Ovest di Spagna 1982 grazie alla liberatoria esultanza ricorda «L’Urlo» di Edvard Munch. Tra i vari accostamenti abbiamo, ad esempio, il gol di Alex Del Piero alla Germania (stavolta riunificata) del 2006 (altro Mondiale vittorioso per l’Italia) paragonato alla «Primavera» di Sandro Botticelli e quello di Leo Messi all’Iran nel 2014 alla «Grande onda di Kanagawa» del maestro nipponico Katushika Hokusai. Ci sono anche, fra gli altri, Kyllian Mbappé con il suo gol all’Argentina nella finale (persa) del 2022, per Pastore così intriso di grandeur gallica da poter essere paragonato a «La Libertà che guida il popolo» di Eugene Delacroix, e Cristiano Ronaldo, presente con la rete alla Spagna del 2018, pop art alla Andy Warhol per uno dei supercampioni più pop del calcio. Fumetti calciofili Sempre in occasione dei Mondiali è uscito in edicola per Panini Comics il Classico di Walt Disney «Missione Mondiali» con la ristampa di sette storie di Paperi dedicate alla Coppa del Mondo o al calcio in generale, unite da una cosiddetta “frame story”, una storia di raccordo, scritta da Roberto Gagnor, curatore dell’albo, e disegnata da Giovanni Preziosi. Per lo sceneggiatore piemontese è uno degli ultimi progetti disneyani visto che da qualche mese non collabora più con Topolino (la sua prima storia era uscita nel 2003) per contrasti con il direttore del settimanale Alex Bertani Fin da piccolo la passione calcistica ardeva in lui: pur essendo classe 1977, si ricorda benissimo la vittoria dell’Italia nella Coppa del Mondo a Spagna 1982. «Era incredibile! – dice. – Ero al mare in Liguria con i miei genitori e ricordo il silenzio pazzesco nelle strade e sull’Aurelia durante la partita. E poi dopo le urla e la gioia! Insomma, avevo quasi cinque anni e mi sono abituato fin troppo bene, pensando che poi sarebbe stato sempre così e che avremmo vinto ogni volta». Gagnor ha scelto ben tre storie disegnate dal Maestro Disney Giorgio Cavazzano, tutte uscite in annate con Mondiali: «Paperino & Paperoga allenatori…super allenati» (testi di Rudy Salvagnini) del 1994, «Zio Paperone e il calcio a buon mercato» (testi di Riccardo Secchi) del 2002 e «Paperino e la missione “Mondiali”» (testi di Carlo Panaro) del 2006, l’anno della quarta Coppa del Mondo per l’Italia. Nell’albo c’è un’altra storia da lui scritta, la breve e divertentissima «Clamoroso a Paperopoli!» del 2013 (disegni di Sandro Del Conte), con i Paperi (Paperino, Paperoga, Paperone, Paperina, Rockerduck, eccetera) che commentano in tv (senza che si vedano le immagini come nelle reti locali) la partita Paperopoli-Ocopoli. Tifoso juventino, nel 2021 Gagnor ha scritto (per i disegni di Edoardo Audino) «Dieci. I 10 giorni che hanno fatto la storia della Juventus» (Edizioni del Capricorno), una storia a fumetti della Vecchia Signora a suo tempo allegata alla Stampa, e nel suo primo romanzo, «Giorgio Furia e il mare in vacanza» (HarperCollins), da due mesi in libreria, il protagonista è uno scrittore dilettante killer di professione che uccide o riempie di botte solo chi ai suoi occhi se lo merita: sono in genere criminali, o comunque persone antipatiche e (casualmente?) alcuni di loro hanno spilla o braccialetto della da molti detestata (e “cartonata”, dallo scudetto del 2006 assegnato a tavolino, “di cartone”) Inter. «Ho scelto le storie per ritrovare quel puro divertimento delle avventure estive e calcistiche. – conclude – Ma anche per incastrarle nella mia frame story, disegnata benissimo da Giovanni Preziosi». Alleati vs tedeschi









