Mentre la Sardegna e il resto d'Europa fanno i conti con temperature record, usare il climatizzatore nel modo corretto può fare la differenza sui consumi. Manutenzione regolare, scelta di modelli ad alta efficienza energetica, corretta installazione e posizionamento delle unità, temperatura non eccessivamente bassa, utilizzo di uno split per ogni ambiente, porte e finestre chiuse durante il funzionamento, termostati smart, attenzione alle fonti di calore interne e diagnosi energetica dell'immobile sono alcuni degli accorgimenti consigliati. Le indicazioni, elaborate da ENEA e rilanciate dagli impiantisti di Confartigianato Sardegna, puntano a migliorare il comfort domestico e a contenere i costi in bolletta durante i mesi più caldi.

Infatti, si sa, che il caldo non è amico delle bollette, già ampiamente esplose a causa del caro energia che perdura da parecchi anni. Inoltre, il termometro impazzito e l’afa fanno aumentare l’uso degli oltre 350mila gli impianti di condizionamento, installati nelle abitazioni, nei negozi e nelle attività produttive della Sardegna, che rimangono accesi, in media, circa 6 ore al giorno.

Secondo i dati più recenti dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna nell’Isola il 59,9% degli immobili utilizza il sistema di condizionamento caldo/freddo (ovvero la climatizzazione unica per estate e inverno), contro una media italiana del 48,8%. All’interno di questa percentuale, l’82,9% sono pompe di calore fisse o portatili, il 13,2% sono condizionatori utilizzati solo per raffreddamento e il 3,9% è costituito da impianti centralizzati.