Il caldo anticipato spinge milioni di famiglie ad accendere gli impianti già da maggio. Ma tra tariffe elettriche in aumento e consumi prolungati, usare meglio il climatizzatore diventa decisivo per contenere la spesa

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Il caldo è arrivato in anticipo e, con lui, anche la tentazione di accendere subito il condizionatore. Ma l’estate 2026 rischia di pesare più del previsto sulle bollette delle famiglie italiane. Tra temperature elevate già da maggio, utilizzo più prolungato degli impianti e tariffe elettriche in aumento, il climatizzatore può trasformarsi da alleato contro l’afa a voce importante del bilancio domestico. La buona notizia è che il conto può essere contenuto: bastano alcune scelte corrette su temperatura, manutenzione e abitudini di utilizzo.La temperatura giusta fa la differenzaIl primo errore è impostare il condizionatore su temperature troppo basse. Portare la casa a 20 o 21 gradi quando fuori ce ne sono più di 30 aumenta i consumi e può creare anche fastidi fisici. Una regolazione intorno ai 26 gradi, insieme alla funzione deumidificazione, consente spesso di ottenere una sensazione di benessere senza far correre il contatore. Ogni grado in meno, infatti, può incidere sensibilmente sulla spesa finale.Occhio agli orari e alle stanze da raffrescarePer risparmiare non conta solo quanto si usa il climatizzatore, ma anche come. Raffrescare tutta la casa quando si vive una sola stanza è uno spreco. Meglio chiudere porte e finestre, concentrare il fresco negli ambienti realmente utilizzati e limitare l’accensione nelle ore meno calde. Anche tende abbassate, persiane socchiuse e finestre aperte nelle prime ore del mattino aiutano a ridurre il lavoro dell’impianto e quindi i consumi elettrici.Manutenzione e filtriUn condizionatore trascurato rischia di consumare di più e di raffrescare meno. Per questo la pulizia dei filtri, il controllo dell’unità esterna e una manutenzione regolare sono fondamentali per mantenere l’impianto efficiente e contenere gli sprechi. Non è solo una questione di bolletta: far circolare aria in ambienti chiusi senza un corretto ricambio può peggiorare il comfort domestico e rendere l’aria meno salubre.Gli impianti vecchi pesano di piùSecondo le elaborazioni degli utility manager di Assium, l’utilizzo del condizionatore per circa 100 giorni tra maggio e agosto può costare tra 95 e 170 euro con uno split inverter di nuova generazione. La spesa sale tra 145 e 215 euro con modelli più datati o meno efficienti, fino a superare i 400 euro con sistemi multisplit. Investire in apparecchi più efficienti può quindi ridurre il peso della bolletta nel medio periodo.