Un tempo i blackout arrivavano a luglio. Ma quest’anno, a fine maggio, dobbiamo già fare i conti con i primi salti di corrente a causa di un’andata anomala di caldo. Il rischio più di chi vive in appartamento? Il contatore che salta. Non è una fatalità. Con qualche accorgimento si può tenere il condizionatore acceso senza brutte sorprese in bolletta - e senza lasciare la famiglia al buio nel mezzo di un pomeriggio d'afa. Il problema di fondo è semplice: la potenza contrattuale standard delle famiglie italiane è di 3 kilowatt. Un climatizzatore domestico ne consuma tra 0,5 e 2 all'ora. Quando entra in funzione insieme a forno, lavatrice o lavastoviglie, il limite si supera in fretta e il limitatore interviene automaticamente. Non serve diventare esperti di impianti elettrici: bastano poche regole, da applicare subito, senza spendere un euro. 1. A che temperatura impostare il condizionatore per risparmiare? La regola d'oro, raccomandata anche dall'Enea, è non esagerare con il freddo. Portare il termostato da 24 a 26-28 gradi può ridurre i consumi fino al 25%. Un risparmio reale, non teorico. C'è anche un motivo fisico: scendere oltre i 6 gradi rispetto alla temperatura esterna obbliga il compressore a lavorare al massimo, con picchi di assorbimento che mettono sotto pressione l'impianto. Il corpo, tra l'altro, ne risente: il cosiddetto "choc termico" tra l'esterno rovente e un ambiente eccessivamente refrigerato è una delle cause più comuni di raffreddori estivi e tensioni muscolari. Una buona abitudine è usare la modalità Eco o Sleep quando si va a dormire, e impostare il timer per lo spegnimento automatico nelle ore notturne più fresche. Il condizionatore non deve lavorare tutta la notte: basta che raggiunga la temperatura desiderata prima di coricarsi. 2. Come tenere fresca la casa senza tenere il condizionatore sempre acceso Il condizionatore raffredda quello che il sole ha già riscaldato. Se si bloccano le tapparelle - soprattutto sui lati esposti a sud e a est, nelle ore centrali della giornata - il calore che entra è meno, e il climatizzatore lavora meno. È il principio più sottovalutato dell'efficienza estiva: non si tratta di spendere, ma di fare le cose nell'ordine giusto. La mattina presto, quando l'aria è fresca, conviene aprire le finestre e cambiare l'aria a fondo. Poi si chiude tutto, si abbassano le schermature, e solo a quel punto, se serve, si accende il clima. In questo modo l'impianto parte da una base già più fresca e impiega meno energia per raggiungere la temperatura desiderata. Pellicole riflettenti applicate ai vetri esposti al sole sono un'alternativa economica quando le tapparelle non ci sono: riducono il guadagno solare senza oscurare completamente la stanza. 3. Filtri del condizionatore: perché pulirli fa risparmiare fino al 25% Un filtro intasato costringe il motore a fare più fatica. Eppure è una delle operazioni di manutenzione più trascurate. La pulizia dei filtri - un'operazione rapida, che si può fare da soli in pochi minuti - può ridurre i consumi fino al 25%, secondo le indicazioni di Enea. Basta farlo una volta all'inizio della stagione e una a metà estate. Chi usa il condizionatore anche come pompa di calore in inverno dovrebbe controllare i filtri anche a fine stagione fredda, prima di passare al raffrescamento. Un'unità esterna sporca o ostruita da foglie e detriti lavora peggio: vale la pena verificarne le condizioni e, se necessario, affidarsi a un tecnico per una manutenzione completa ogni due o tre anni. Nel lungo periodo, conviene scegliere apparecchi con tecnologia inverter e alta classe energetica: mantengono la temperatura costante senza i continui picchi di assorbimento dei vecchi modelli on/off, e si ripagano sulla bolletta in pochi anni. 4. Perché il contatore salta con il condizionatore (e come evitarlo) Qui sta il nodo del "blackout privato". La soluzione non è rinunciare al condizionatore, ma usare gli altri elettrodomestici in momenti diversi. Lavatrice, lavastoviglie e forno vanno programmati la sera o la mattina presto, quando il clima è spento o lavora al minimo. Non è solo questione di contatore: nelle fasce orarie serali, le tariffe biorarie sono spesso più basse, con un doppio vantaggio in bolletta. Un misuratore di consumo - i modelli base costano pochi euro - aiuta a capire quali elettrodomestici pesano davvero sui picchi. Con i dati alla mano è più facile cambiare abitudini: ad esempio, non accendere contemporaneamente due split, il forno e la lavatrice. Per chi ha esigenze più alte - più split, piano a induzione, famiglia numerosa - esiste la possibilità di chiedere al fornitore un aumento della potenza impegnata, da 3 a 4,5 o 6 kilowatt. La procedura è semplice e i tempi sono in genere rapidi. 5. Se la casa si scalda troppo il problema non è il condizionatore Se la casa si scalda in fretta nonostante il clima acceso, il problema non è il condizionatore: è l'involucro edilizio. Un impianto di climatizzazione, per quanto efficiente, non compensa un edificio mal isolato: raffredda aria che il caldo esterno rimpiazza continuamente, con costi che salgono e comfort che non migliora. In particolare per chi abita all'ultimo piano, isolare il sottotetto è l'intervento con il miglior rapporto costo-beneficio contro il surriscaldamento estivo. Posare l'isolante sul pavimento del sottotetto o sul soffitto dei locali sottostanti riduce drasticamente il calore che scende dall'alto nelle ore più calde. Nel medio periodo, vale la pena far eseguire una diagnosi energetica dell'abitazione da un tecnico abilitato: solo così si capisce dove il calore entra davvero e quali interventi sono prioritari. La sostituzione di infissi datati con modelli a doppio o triplo vetro, e dove possibile l'installazione di un cappotto termico, possono ridurre fino alla metà la domanda complessiva di riscaldamento e raffrescamento - con ricadute positive anche sulla classe energetica dell'immobile e sul suo valore di mercato. Interventi che, a differenza di una bolletta alta, si ripagano nel tempo, e che restano agevolati dagli ecobonus previsti dalla normativa nazionale.