Fa caldo, caldissimo ed accendere il condizionatore in casa è necessario per riposare la notte, lavorare in smart working nelle ore diurne, insomma per sopravvivere all'afa di queste estati non più anomale, ma ordinarie. La domanda che si ripete come il ritornello di una canzone estiva in questo periodo è più o meno il solito: qual è la temperatura ideale da impostare sul condizionatore? E la questione non è solo legata al contrasto termico dentro-fuori, ma anche al consumo energetico, quindi alla bolletta della luce. C'è una regola che bisogna tenere a mente: il consumo di un condizionatore non dipende tanto da quanto fa freddo dentro casa, ma da quanta differenza c'è tra la temperatura esterna e quella interna, il cosiddetto Delta T. Se fuori ci sono 34°C, impostare il climatizzatore a 26°C significa chiedere al compressore del condizionatore, cioè il motore di coprire un salto di 8°C. Si tratta di uno sforzo abbastanza moderato: infatti, il condizionatore raggiungerà la temperatura rapidamente e poi lavorerà al minimo per mantenerale, specialmente se dotato di tecnologia Inverter. Portando la temperatura a 21°C, lo scarto diventerebbe di 13°C, costringendo il compressore a girare alla massima potenza per ore. Questo sforzo costante raddoppia o triplica i consumi energetici.